Campitelli e Ugolotti processano il Teramo

14 Marzo 2017

Permessi annullati e allenamento nel giorno di riposo dopo il terzo ko di fila L’attacco non punge e basta prendere un gol per fare spegnere la luce

TERAMO. Sprofondo biancorosso. L'unica consolazione (si fa per dire) è che se il campionato finisse oggi il Teramo eviterebbe la retrocessione diretta: i ragazzi del presidente Campitelli, infatti, hanno vinto il match dello scorso novembre contro l'Ancona (che appaia il Diavolo in ultima posizione) e, restando così le cose, accederebbero da penultimi ai play out. A nove giornate dalla fine, la situazione di classifica del Teramo è drammatica. La distanza dalla zona salvezza (occupata da Forlì e Mantova) è adesso di sei punti, ma l'obiettivo primario, alla luce del crollo delle ultime settimane, è riuscire a mantenere un posto nei play out possibilmente con un piazzamento (quintultimo o quartultimo) che consenta di avere la gara di ritorno in casa o salvarsi anche con due pareggi. A tal proposito, conviene però non perdere di vista il regolamento in vigore quest'anno. Le squadre che si classificano in penultima e terzultima posizione retrocederebbero senza gli spareggi se il distacco, rispettivamente, dalla quintultima e dalla quartultima dovesse essere superiore a 8 punti. Il quadro generale, in poche parole, è a tinte fosche e si aggrava con il passare delle giornate. La sconfitta contro l'Albinoleffe (terzo ko di fila) ha fatto riemergere i soliti problemi di questa stagione: l'attacco non punge e basta prendere un gol per fare spegnere la luce. Nemmeno la cura Ugolotti, nonostante l'incoraggiante inizio (4 punti nelle prime due partite e nessuna rete al passivo), sta dando al Teramo il cambio di passo necessario per sperare ancora in una salvezza diretta che avrebbe quasi del miracoloso. L'umore, in società e tra i tifosi, è pessimo. Il patron Luciano Campitelli è molto deluso ed è furibondo con i giocatori, ai quali viene rimproverato il modo in cui si perdono le gare e l'assoluta mancanza di reazione e combattività. Ieri, all'indomani della sconfitta di Bergamo, è stato annullato il giorno di riposo. Al momento, comunque, non sono previste altre forme punitive nè è stata presa in considerazione l'ipotesi di andare in ritiro. L'aria, nella seduta di ieri pomeriggio, era pesante. Campitelli si è intrattenuto per qualche minuto con la squadra e lo stesso ha fatto Ugolotti, in mezzo al campo, prima di iniziare l'allenamento, con i giocatori che hanno ascoltato le parole del tecnico in un silenzio irreale. Domenica (ore 18,30) arriva al Bonolis il Gubbio, formazione contro la quale il Teramo ha ottenuto una larga vittoria (5-1) nel match d'andata. Basterà il ricordo di quella gara per far rinascere il Diavolo? Il calendario, nelle ultime nove giornate, proporrà cinque sfide tra le mura amiche e quattro in trasferta. Il problema, al di là dell'avversario o del fattore-campo, è tornare a fare punti. In questa stagione il Teramo non era mai incappato in tre sconfitte consecutive come invece è avvenuto nelle ultime tre settimane. Un dettaglio, quest'ultimo, che è il sintomo di una crisi sempre più preoccupante. Il girone di ritorno, tra l'altro, continua a far registrare numeri in picchiata. Dopo il successo del Lumezzane a Forlì soltanto l'Ancona, con 4 punti raccolti, ha fatto peggio dei biancorossi. Il bilancio del Teramo, nelle prime dieci giornate di ritorno, è di una vittoria, tre pareggi e sei sconfitte: salvarsi, con un andamento del genere, è praticamente un'utopia.

Gaetano Lombardino

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