Campitelli esplode «Gara vergognosa, ora sono stufo»

Il patron: chi non se la sente vada via, noi ci siamo e ci saremo ancora. Vivarini: è mancata la cattiveria
APRILIA. La sconfitta con la Lupa Roma scatena la rabbia del patron del Teramo Luciano Campitelli, che spara a zero sulla squadra e a caldo dichiara: «Ho visto una prestazione inaccettabile. Questi (il riferimento è chiaramente a giocatori e tecnico, ndr) si facciano un esame di coscienza e dicano chiaramente se se la sentono oppure no. Chi non se la sente di stare a Teramo vada via. Noi della società ci siamo e ce la sentiamo, stiamo già pensando al futuro e allora chi sta con noi tiri fuori le palle, oppure... arrivederci! Vedere la squadra a questi livelli è vergognoso e non si deve offendere nessuno, chi deve essere offeso sono la società e i tifosi». I rilievi del patron sono sia sul piano caratteriale («Ora basta, la storia dell’anno scorso è finita, ho pagato io in prima persona. Questi prendono fior di soldi, hanno stipendi di serie B») sia sul piano tecnico-tattico («Le partite si giocano, io voglio vedere cinquanta tiri in porta a domenica»). La conclusione è inevitabile: «Sono stufo, d’ora in poi tutti sotto esame compreso il tecnico. Io ci credevo fino ad oggi (ieri, ndr), adesso si fanno i conti per il futuro. Noi ci saremo sicuramente e con noi ci saranno volti nuovi in società».
Vincenzo Vivarini non è soddisfatto quando si presenta davanti ai microfoni. Non è solo il risultato a bruciare al tecnico biancorosso. Più di tutto è la prestazione fornita dai suoi ragazzi a non essergli piaciuta minimamente: «Abbiamo sbagliato tantissime cose quest’oggi. Cominciando dall’approccio alla gara. Ci è mancata la giusta cattiveria, la rabbia, la voglia di lottare su ogni pallone. Senza queste cose non si può giocare a calcio. Loro si sono schierati per non farci giocare e ci sono riusciti bene. Ma noi non dovevamo adeguarci, dovevamo trovare il modo di esprimerci come sappiamo. Avevamo messo in chiaro durante la settimana che questa era una partita fondamentale. Ci eravamo detti che ci sarebbe voluto uno spirito particolare per vincere questa gara, che saremmo dovuti andare anche al di là dei nostri limiti. Invece abbiamo messo in campo una prestazione normale, quasi tranquilla. E questo non fa altro che aumentare il mio rammarico». Quanto agli obiettivi del Teramo, Vivarini dice: «Puntiamo ad una posizione sicura per mantenere la categoria. Anche se da qui alla fine può succedere di tutto, non ci poniamo certo dei limiti. Bisogna però trovare di nuovo le motivazioni: voglio giocatori più determinati».

