Campitelli: Teramo dica se mi vuole

15 Settembre 2015

«Se qualcuno si fa avanti pronto a lasciare la società»

TERAMO. «Se in questi giorni avvertirò il calore dei tifosi, andrò avanti senza problemi. Altrimenti, se qualcuno dovesse uscire allo scoperto, sono disposto a cedere la società anche subito». Luciano Campitelli ha parlato ieri degli argomenti di stretta attualità che riguardano il Teramo. Nella sala conferenze dell'hotel Sporting, gremita di stampa e tifosi, il patron biancorosso ha fatto il punto della situazione sul presente e sul futuro della società di via Oberdan. Niente dimissioni, come qualcuno ipotizzava, ma la disponibilità a lasciare, «per il bene del Teramo», se ci fosse un acquirente all'orizzonte, con la promessa, in caso di cessione, di «restare come primo sponsor garantendo 500mila euro all'anno».

Campitelli, nel rivolgersi ai presenti (c'era anche una delegazione del gruppo ultrà Teramo Zezza, che nei giorni scorsi lo ha invitato a vendere il club), ha detto: «Ho bisogno di voi. Se c'è unione di tutto l'ambiente, si può ripartire e provare a vincere di nuovo. Punto ad arrivare ai play off in Lega Pro. C'è un futuro che ci attende. Ma voglio saperlo in breve tempo, entro il 23 settembre, se mi volete ancora al timone del Teramo! L'entusiasmo, per me, è fondamentale».

A proposito delle scritte ("Campitelli vattene") comparse nelle ultime ore nella sua Canzano, il patron ha sottolineato con amarezza: «Non lo accetto. Io e il mio staff siamo persone pulite, che hanno investito 5 milioni e 600 mila euro senza farlo pesare a nessuno e che in questi mesi hanno impegnato oltre 2 milioni di euro in fidejussioni per garantire le iscrizioni ai campionati. Non abbiamo debiti», ha aggiunto il patron biancorosso, «e non abbiamo mai avuto un punto di penalizzazione. Chi vocifera di carenze economiche dice una grande falsità. C'è da essere orgogliosi di noi».

E non sono mancate "stoccate" alla stampa, alla quale Campitelli ha chiesto di essere vicino alla società manifestando il suo disappunto per dei titoli letti sabato scorso, all'indomani del ricorso del Forlì che ha in qualche modo rimesso in discussione il futuro del Teramo. Il ricorso. Presentato ieri il ricorso al Collegio di garanzia del Coni per il caso Savona-Teramo. Sui biancorossi, dopo il ricorso del Forlì, pende la sospensione delle partite fino al 23 settembre. L'obiettivo del Diavolo è di riavere la B conquistata sul campo e ottenere la sospensione delle gare dell'Ascoli. «Ma non credo cambierà qualcosa», ha confidato Campitelli. Questa situazione di incertezza sta condizionando il mercato del Teramo (che è in cerca di un paio di attaccanti), tornato in stand-by in attesa che il Coni si pronunci (forse proprio il 23) sui vari ricorsi.

La novità. All'inizio della conferenza stampa è stato ufficializzato il restyling organizzativo del club. Il 39enne Giuseppe D'Aniello, ex dg del Varese, è il nuovo amministratore delegato con delega gestionale, mentre Gianluca Scacchioli resta il direttore generale con delega alla parte sportiva. «E' la prima volta che vedo un attaccamento così forte verso una società da parte dei tifosi», ha detto D'Aniello, «ho scelto Teramo perché mi sono legato al presidente, puntando più sul progetto che sul blasone. Ci tenevo, inoltre, a precisare una vicenda che ha riguardato la mia precedente esperienza, a Varese: siamo stati la prima realtà ad auto-denunciarsi per una partita, quella con il Catania dello scorso anno, attivando immediatamente il protocollo di sicurezza e segnalando il caso, poi esploso a livello nazionale, alla Federbet». E sul suo ruolo in società, D'Aniello ha aggiunto: «Io e Scacchioli saremo un'unica persona. Io avrò una deformazione gestionale, lui sarà più vicino al discorso tecnico- sportivo, ma condivideremo tutto, ci relazioneremo con il presidente quotidianamente e cammineremo insieme verso un obiettivo comune, il bene del club».

Giuseppe D'Aniello è il fratello minore di Biagio, ex dirigente del Chieti, che da un anno lavora per le aziende di Campitelli. Si resta in attesa di saperne di più sul nuovo Cda societario e sulla presenza di un consiglio di "saggi", come annunciato qualche giorno fa. Il Teramo, in conclusione, ha reso noto che rimarrà in silenzio stampa fino al 23 settembre "per trovare la giusta armonìa e tranquillità" in questa fase delicata.

Gaetano Lombardino

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