Campitelli: «Voglio un posto ai play off Il Teramo può farcela»

Il patron alza l’asticella: «Sono contento del rendimento, ma in giro non ci sono molte squadre più attrezzate di noi»
TERAMO. Il patron alza l’asticella. Il cammino del Teramo è in linea con i programmi fissati ad inizio stagione, ma come può uno come lui accontentarsi di una risicata salvezza? Luciano Campitelli ha preso in mano le redini del club nel 2008. Da allora la squadra ha conquistato cinque promozioni, compresa quella in serie B nel 2015 poi revocata dalla giustizia sportiva. Basta dare uno sguardo ai piazzamenti ottenuti dal Diavolo durante la gestione dell’attuale massimo dirigente per rendersi conto di quanto sia forte il desiderio di tornare ad essere protagonista. Con Campitelli al timone della società, in nove campionati il Teramo ha chiuso quattro volte al primo posto, una al secondo, una al terzo, poi un sesto e un ottavo posto. Solo nella passata stagione la squadra ha fatto fatica (16ª posizione) salvandosi ai play out contro il Lumezzane. Ieri il patron teramano ha incontrato il ds Repetto per fissare le linee guida del mercato.
Campitelli, è contento del rendimento del Teramo?
«Sì, anche se potevamo avere qualche punto in più. Credo che la squadra abbia le possibilità di recuperare alcune posizioni».
Da gennaio in poi cambieranno gli obiettivi?
«Il nostro progetto è solo agli inizi. L’estate scorsa abbiamo avviato un programma ben preciso e nella prossima stagione vorremmo raccogliere i risultati. Tuttavia, dopo aver incontrato tutte le squadre del girone, dico che per noi potrebbe esserci un posticino nei play off. I tifosi hanno il diritto di entusiasmarsi e di sognare e noi daremo il massimo per accontentarli».
A breve il mercato aprirà i battenti. Cosa farà il Teramo?
«Non ci saranno rivoluzioni e gli acquisti dipenderanno dalle uscite. Siamo tanti e daremo la possibilità ad alcuni elementi che hanno trovato poco spazio di andare a giocare da un’altra parte. Poi ritoccheremo la rosa con poche pedine. Di sicuro prenderemo un attaccante».
Il reparto offensivo è stato bersagliato da tante critiche.
«Avrebbe potuto fare meglio, ma è ingiusto gettare la croce addosso ai nostri attaccanti. Non è che abbiano avuto tantissime occasioni per segnare. Ma, ripeto, con 3 o 4 punti in più ora parleremmo di un ottimo torneo».
In effetti la squadra sbarazzina vista ad inizio campionato poi è diventata più prudente.
«Sì, nelle prime gare giocavamo su ritmi spaventosi. Forse, in seguito è subentrata un po’ di paura ed è cambiato l’atteggiamento. In alcune gare abbiamo creato tante occasioni senza concretizzare. Ad esempio ricordo il primo tempo spettacolare in trasferta contro la Reggiana. Altre volte la squadra non ha costruito poco trovando però la via del gol, come è accaduto col Mestre. Il calcio è imprevedibile».
È contento di Asta?
«Sì, il Teramo ha trovato un buon allenatore e le mie idee calcistiche sono vicine alle sue, però non mi tirate in ballo su questioni tecniche. Asta è una persona spontanea che dice sempre quello che pensa. Mi auguro che col tempo diventi sempre più positivo».
E sul rendimento dei ragazzi cosa dice?
«In generale sono soddisfatto e non posso rimproverare nessuno. Certo, Tulli si è espresso al di sotto delle sue possibilità, ma c’è tempo per rimediare. La mia non è una critica, ma una semplice constatazione. Uno come lui in questa categoria può essere devastante».
Amadio resterà a Teramo?
«Certo. Sarà un punto fermo anche nella stagione 2018-19».
Cosa chiede al 2018?
«Di arrivare più in alto possibile. Dobbiamo darci un obiettivo e impegnarci al massimo per raggiungerlo. Per quest’anno andare ai play off sarebbe un bel regalo, poi penseremo al prossimo torneo».(g.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

