Camplone: «Pescara, non sei da podio»

L’allenatore pescarese fa le carte al Delfino: «L’anno scorso la squadra era più forte, ora in attacco c’è poca scelta»
PESCARA. Lo scorso 26 maggio il Delfino gli ha soffiato il pass per la semifinale play off. Tra due giorni il pescarese Andrea Camplone, ex allenatore del Perugia, vivrà da spettatore la rivincita di quella sfida.
Camplone, venerdì sarà di nuovo Pescara-Perugia. Ha smaltito la delusione per quella sconfitta?
«Sì, ormai è acqua passata. Ci sono rimasto male perché avevamo disputato un ottimo torneo, ma è pur vero che in quella gara i biancazzurri hanno meritato il successo».
Si avvicina la seconda giornata di serie B. Nostalgia della panchina?
«Certamente. Dopo aver fatto un buon lavoro mi sarei aspettato una chiamata da un club di B. Per questo motivo ho rifiutato alcune proposte (Lecce e Varese, ndc) dalla terza serie. Vedremo cosa succederà».
La squadra di Oddo ha steccato all’esordio. Perché?
«L’espulsione è stata decisiva. Una gara del genere non fa testo, anche perché c’erano molte assenze. Qualcosa in più si poteva fare, ma con un gol da recuperare e l’inferiorità numerica tutto diventa più complicato, specie se in campo ci sono tanti giovani».
Dopo il rosso a Fiorillo è uscito Vukusic. Le è sembrata una scelta corretta?
«Caprari poteva essere utile perché ha grande tecnica, ma non è un centravanti. Forse avrei sostituito un centrocampista lasciando in campo i due attaccanti. In fondo era una gara da recuperare, ma sono certo che la sconfitta non sia dipesa da quella mossa».
Però il 4-0 fa male, non crede?
«In campo non c’era il vero Pescara. Mancavano almeno cinque titolari e in condizioni simili è dura fare risultato contro un Livorno ben attrezzato».
Più forte il Pescara attuale o quello della passata stagione?
«Quello dell’anno scorso. Baroni aveva a disposizione una rosa di altissima qualità, soprattutto in attacco c’erano calciatori in grado di fare la differenza. Mi sembra che nel reparto offensivo Oddo abbia poca scelta».
Nella gerarchia del torneo dove si colloca il Delfino?
«Non è tra le primissime. Cagliari, Spezia, Cesena, Livorno e Bari hanno organici più completi. Poi metto il Pescara che ha tutte le carte in regola per conquistare l’accesso ai play off al pari di Avellino e Salernitana».
Chi le piace tra i nuovi?
«Ci sono tanti buoni calciatori. Cocco è un centravanti di spessore, Campagnaro può diventare il leader di un reparto apparso in evidente difficoltà, anche se la retroguardia non può essere quella vista a Livorno. Infine c’è il mio pupillo: Verre».
Eppure l’Udinese non gli ha dato la possibilità di restare in A. Perché?
«Il motivo è semplice: Colantuono non punta sui giovani. Ed è un vero peccato perché Valerio è forte e versatile. È una mezz’ala, ma può giocare anche play maker. Diventerà un giocatore formidabile, ci metto le mani sul fuoco».
Un consiglio a Oddo?
«Non ne ha bisogno. Ha giocato ad altissimi livelli ed è un ragazzo intelligente. È chiaro che quest’anno avrà un compito più gravoso rispetto alla prima esperienza. Dovrà gestire la preparazione, dare un’identità alla squadra e trovare le soluzioni migliori. Ha una responsabilità notevole. Qualcosa di buono si vede, ma gli va dato il tempo giusto per trasmettere le sue idee. La rosa è stata costruita un po’ alla volta e potenziata l’ultimo giorno di mercato».
Come finirà Pescara-Perugia?
«Non faccio pronostici. Il Pescara dovrà riscattarsi, ma non sarà facile perché il Perugia attua una buona fase difensiva. Credo che Bisoli rinforzerà il centrocampo inserendo un uomo in più in un ipotetico 4-3-2-1. I pericoli maggiori? Le palle inattive, la difesa biancazzurra dovrà fare molta attenzione».
Giovanni Tontodonati
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