Camplone, un’altra sfida del cuore

Il tecnico pescarese del Perugia ha due incubi: Melchiorri e Bjarnason
PESCARA. Emozioni forti, ancora una volta. Sulla strada di Andrea Camplone c’è di nuovo il Pescara, la squadra della sua città. Forse avrebbe preferito giocarsela seduto sulla panchina biancazzurra, invece il destino gli riserverà uno scontro fratricida. Una delle due dovrà dire addio al sogno-promozione, anche se al Perugia potrà bastare un pareggio per accedere alla semifinale. Due settimane fa il confronto all’Adriatico è finito in parità e il tecnico pescarese è stato espulso per proteste dopo il cartellino rosso sventolato a Goldaniga dall’arbitro Abbattista. Bjarnason, insieme a Melchiorri, è l’uomo più temuto da Camplone. Ieri la squadra era già a lavoro per preparare le contromisure nei confronti degli avversari più pericolosi. Di sicuro il Perugia non dovrà concedere la profondità ai biancazzurri, in particolare a Melchiorri che nel match dello scorso 9 maggio all’Adriatico ha messo in crisi la retroguardia biancorosso. Un gol realizzato e un rigore (con espulsione di Comotto) procurato sono più che sufficienti per considerarlo un vero e proprio spauracchio. Al termine del match di Cittadella gli umbri sono tornati a casa arrivando alle prime luci del mattino e ieri pomeriggio hanno svolto una seduta di scarico. Niente di grave per Fossati, uscito anzitempo per una botta durante la gara contro l’undici di Foscarini. Per martedì Camplone ha due opzioni: 4-3-3 o 3-5-2, ma la sensazione è che alla fine scelga quest’ultimo sistema di gioco. In avanti Ardemagni verrà affiancato da uno tra Falcinelli e Fabinho. (g.t.)
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