Candreva guarda avanti: vincere per la qualificazione

16 Giugno 2016

L’esterno: «Buon esordio, ma non abbiamo fatto niente E contro di noi gli svedesi faranno la partita della vita»

INVIATO A MONTPELLIER. Voce bassa, sguardo che si alza di rado, quel pizzico di timore che non gli è mai scivolato via. Almeno quando lo intervisti. Ma vabbè, l’importante è che in campo sia un’altra storia.

Antonio Candreva, che bel debutto.

«Bellissimo. Ma non abbiamo ancora fatto niente».

Come no? Qui facciamo già tutti i calcoli per capire se conviene arrivare primi o secondi...

«Grosso errore. Abbiamo già l’esperienza negativa del Mondiale, stavolta non ci caschiamo».

A proposito di cadere: sa cosa ha detto lo svedese Ekdal?

«Cosa?»

Che il suo amico Chiellini si butta sempre a terra. Era un messaggio in codice per voi.

«Ah sì? Forse non ha capito che se Chiellini cade è perché gli fanno troppi falli».

Nel clan svedese dicono che l’Italia è la squadra più forte.

«Lo dicono per poi fare la partita della vita».

Preoccupato?

«No. Noi vogliamo chiudere il discorso qualificazione».

Italia-Svezia è il gruppo azzurro contro Ibra secondo lei?

«Può essere. Ibra lo conosciamo tutti, ha grandi colpi. Ma noi siamo una squadra vera e con qualche accorgimento tattico possiamo fermarlo»

Le storiche vittorie dell’Italia sono sempre arrivate anche grazie a dei numero “7” di primo livello. Tocca a lei...

«È un ruolo che mi piace, penso di aver trovato la mia dimensione tattica».

E pensare che lei alla Juve era stato bocciato.

«Arrivai a Torino troppo giovane, non avevo una collocazione chiara in campo. La Juve in quel momento aveva bisogno di certezze, io la maturazione l’ho completata qualche anno dopo».

Che cosa le ha detto Lotito dopo il Belgio?

«Ero all’antidoping, non l’ho visto».

E l’esperienza a meno 110 gradi com’è andata?

«Bene. Perché io non ci sono andato... A sentire quello che dicono i miei compagni, sono stato fortunato».

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