Capitanelli: «Pescara, voglio la serie B»

25 Giugno 2021

Domenica all’Aquila la gara decisiva con la Fortitudo Roma che vale la promozione

PESCARA. Archiviata la sconfitta in gara 2 contro la Fortitudo Roma, la concentrazione è tutta proiettata sulla gara 3 di domenica a L’Aquila, il cui esito varrà la promozione in serie B. Il Pescara Basket recupera tutte le energie disponibili analizzando anche i contenuti delle due gare fin qui giocate contro i romani, bene quella vittoriosa in casa, migliorabile quella giocata in trasferta a Roma. Coach Vanoncini rimane soddisfatto per l’atteggiamento e per l’impegno difensivo, mentre è la manovra offensiva della seconda metà della contesa che è stata insufficiente. «Il rendimento offensivo non è certo legato all’impegno dei ragazzi, sul quale non ho nulla da recriminare», afferma il tecnico pescarese. «In attacco non siamo stati all’altezza soprattutto negli ultimi due quarti, ma è stata una battaglia che ha evidenziato, come nostro atteggiamento, quanto già emerso nella gara 1. La Fortitudo ha fatto vedere le proprie qualità, e siamo stati costretti a subire. Dobbiamo trovare ora la forza di fare meglio, mantenendo, nella gara decisiva di domenica, un atteggiamento ottimale e massimale come nelle due gare fin qui giocate, ed alzare nel contempo la nostra qualità offensiva».
Il capitano Andrea Capitanelli esprime il rammarico per come è andata la gara 2, ma conferma tutte le potenzialità della squadra per poter centrare l’obiettivo della promozione. «Siamo stati molto bravi soprattutto in difesa nei primi due quarti, rispettando in pieno il piano partita, poi nella terza frazione loro si sono accesi e noi non abbiamo trovato la via del canestro», sintetizza il centro del Pescara Basket. «La Fortitudo è squadra completa, con panchina lunga e molti punti nelle mani; Radunic poi è bravo sia a segnare che a passar la palla. Ma noi ci crediamo, avendo dimostrato di poterli battere. Per la gara di domenica dobbiamo rimanere concentrati come fatto finora, poi ovviamente dobbiamo fare canestro... ».
Paolo Toro
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