Capone e Memushaj dietro la lavagna

28 Febbraio 2021

Bene Drudi al centro della difesa, Machìn incoraggiante. Odgaard delude di nuovo, decisamente meglio Giannetti

6 fiorillo. Normale amministrazione, tra i pali e fuori. Un pomeriggio sereno con il solito golletto alle spalle.
6 Bellanova. Ci mette il cuore, lo spirito di chi non intende arrendersi al ciclo degli eventi. La fase offensiva lascia a desiderare; si sgancia poco e quando lo fa non lascia il segno. Ma quantomeno si batte con caparbietà.
6 Guth. Fa il suo, mette la museruola agli avanti giallorossi. Una prestazione dignitosa.
6,5 Drudi. Meglio di Bocchetti al centro della difesa. Più reattivo e abile a leggere determinate situazioni di gioco.
6 Scognamiglio. Conferma di attraversare un buon momento di forma e di essere affidabile nel pacchetto arretrato.
6 Masciangelo. Qualcosa di meglio rispetto a Frosinone, ma non abbastanza, perché non incide quando spinge. Si dedica più che altro alla fase difensiva; anche lui per un’ora con il freno a mano inserito.
5,5 Dessena. Ancora dietro la lavagna. Ancora al di sotto delle aspettative. Sembra in affanno in mezzo al campo, eppure per un tempo si vede poco o nulla davanti, bada solo alla fase di interdizione. Niente a che vedere con il giocatore ammirato a Brescia e a Cagliari.
5,5 vokic (dal 30’ st). Non ha un buon impatto, fatica a trovare la posizione. Poco tempo a disposizione, certo, ma non entra mai in partita.
5 Memushaj. Un azzardo rimetterlo in campo dall’inizio; una scelta, quella di Grassadonia, bocciata dal campo, a tal punto che l’albanese viene lasciato negli spogliatoi al termine dell’intervallo. Appena domenica scorsa era rientrato in gruppo dopo il Covid. Non è in condizione, perché schierarlo tra i titolari?
5,5 MAISTRO (dal 1’ st). Qualche spunto, ma non abbastanza. Non dà mai la sensazione di essere concreto.
7 busellato. Non molla mai. Forse meno brillante di Frosinone, ma comunque sempre in partita. Il gol del pareggio è un premio alla sua caparbietà.
5 capone. Il voto è da condividere con l’allenatore che lo manda in campo dall’inizio. Non ricambia la fiducia accordata, non brilla, non prende iniziativa. Conferma di essere piuttosto indolente, abbastanza rassegnato alla piega degli eventi.
6 giannetti (dal 13’ st). Decisamente meglio, perché regala la sensazione di essere un punto di riferimento in attacco e di riempire l’area. Con lui in campo il Pescara cambia atteggiamento e diventa più propositivo.
5,5 Odgaard. Per un’ora fa scena muta. Sembra svagato, avulso dal gioco della squadra, incapace di tenere palla e di dare profondità. Poi, qualcosa meglio, quando il Pescara prende coraggio e impegna Gabriel dalla distanza.
6 machìn (dal 30’ st). Un premio all’atteggiamento più che al rendimento. Più calato nel contesto in cui si trova adesso il Pescara. La speranza è che possa diventare un punto di partenza in vista del finale di stagione, perché il Pescara per salvarsi ha bisogno del miglior Machìn.