Caprari e Cerri non hanno dubbi: «Il cambio? Tutto nella testa»

20 Febbraio 2017

PESCARA. «Il cambio è stato soprattutto nella testa, abbiamo dato tutto, ci siamo sacrificati moltissimo, abbiamo cercato di fare come ci ha chiesto il mister e finalmente abbiamo portato a casa un...

PESCARA. «Il cambio è stato soprattutto nella testa, abbiamo dato tutto, ci siamo sacrificati moltissimo, abbiamo cercato di fare come ci ha chiesto il mister e finalmente abbiamo portato a casa un risultato importante. Certo fa piacere per Zeman, ma dispiace molto per Oddo, anche lui ci ha dato tanto, a me in particolare. Non possiamo dimenticarlo. Ora? Ora andiamo avanti, abbiamo il dovere di dare il massimo e crederci fino in fondo. Per la maglia, per la squadra per il pubblico e naturalmente per noi. Lo faremo».

Il sorriso ritrovato di Gianluca Caprari è forse la fotografia migliore di questo pomeriggio da leoni ritrovati dei biancazzurri. Leoni ritrovati anche se non solo per merito di Zeman? Forse non è così ma trovare altre spiegazioni pare difficile. «Lo choc c'è stato, non si può negare. Ed è stato uno scossone, quello provocato da Zeman», dice Alberto Cerri, bomber di giornata, da oggetto semi-misterioso improvvisamente esploso a uomo partita, decisivo nello sbloccare la gara e poi chiuderla ma sempre presente e nel cuore del gioco anche in difesa. Una metamorfosi che forse sorprende anche l'interessato. «Sono molto contento, ovviamente. Ma capivo anche prima certe scelte di Oddo, c'erano altri giocatori prima di me e naturalmente mister Oddo non poteva accantonarli di colpo. Io ho lavorato per farmi trovare pronto e sono felice di aver contribuito a questo risultato». Cosa ha detto in particolare Zeman per provocare questo choc positivo? «Bah, nulla di misterioso. Ci ha detto di dare il meglio, metterci voglia, fare le cose semplici come sappiamo farle. Certo abbiamo provato qualcosa ma la verità», torna a sottolineare Cerri, «è che ci siamo liberati di testa. Ultimamente eravamo davvero troppo pesanti. Poi, il resto è venuto da se, per una volta, sbloccato il risultato siamo riusciti a far venir fuori i nostri pregi e approfittare dei loro problemi. E il Genoa onestamente mi pare ne abbia, almeno in questo momento». Sorride, Cerri, perché è nel suo carattere e per una doppietta, la prima in A, che merita essere raccontata. «Il primo è stato intuito e volontà, con pizzico di fortuna: ho visto lo spazio dietro Burdisso e ho pensato che Bruno poteva darla solo là. Poi quando ho superato il portiere ho cercato la porta, si l'ha toccata il difensore ma me lo prendo tutto. Il secondo? Una bella azione di Zampano che l'ha messo benissimo on mezzo, dovevo solo spingerla dentro». Poi quella singolare esultanza, sembrava dicesse "sono matto". «No, dicevo cuore e testa. In tutto bisogna mettere cuore e testa, mi ha insegnato la mia famiglia. E spero di ripagarli». Ma c'è un altro retroscena che illumina il sorriso di Cerri. Un segnale che doveva essere una domenica diversa l'aveva ben visibile in testa. «Ah si, i capelli», sorride e rivela. «Prima di andare in ritiro la mia ragazza, Marianna, mi ha detto che era ora di cambiare e ha voluto tagliarli lei...». Non sembra un taglio rivoluzionario ma indubbiamente ha funzionato.

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