Caprari: «Il gol? Ho controllato bene la palla»

La punta rigenerata racconta la prodezza dal limite: «La rete più bella? Quella alla Samp per la A»
PESCARA. Tre anni e mezzo. Tanto è passato dal 20 maggio 2012, quando Gianluca Caprari rifilò due reti alla Sampdoria consegnando la serie A al Pescara di Zeman. In particolare, il secondo gol (dribbling su Rossini e Gastaldello e tocco morbido su Romero in uscita) fu un saggio della sua bravura. Due giorni fa l’attaccante è tornato a far parlare di sé con un’altra perla che resterà nella memoria dei tifosi biancazzurri. Ha ricevuto il pallone al limite dell’area, lo ha stoppato battendo poi Frattali con un destro meraviglioso. Due capolavori da inserire nella storia del calcio pescarese. Due modi diversi per esprimere il suo talento immenso.
«Ma il più bello», dice Caprari, «resta quello contro la Sampdoria nel giorno della promozione in serie A. Contro l’Avellino sono stato bravo nel controllo del pallone». In ogni caso, prosegue la rinascita di un giocatore che (non bisogna dimenticarlo) solo tre mesi fa ha compiuto 22 anni. E, soprattutto, ha ancora ampi margini di miglioramento. Di sicuro è un giocatore rigenerato dal punto di vista mentale. Il processo è iniziato lo scorso maggio con l’avvento di Massimo Oddo sulla panchina del Delfino. In questi mesi, attraverso ripetute sollecitazioni, l’allenatore lo ha punzecchiato («Non ti sei rotto di essere etichettato come l’eterna promessa?»), spronato («Entra e fammi dimostra cosa sai fare»), elogiato («Caprari è il calciatore più forte della serie B»). Addirittura, prima dell’inizio del torneo, Oddo ha detto che quest’anno Gianluca avrebbe vinto la classifica cannonieri. Messaggi che l’ex romanista ha recepito nel modo giusto diventando un punto fermo della squadra.
Ha sfidato la scaramanzia scegliendo la maglia numero 17 e finora ha realizzato 5 reti. «Dedico il gol ai nostri tifosi. L’aiuto del pubblico mi mancava dai tempi di Zeman, spero di regalare altre gioie ai pescaresi». Il paragone con il Pescara di Insigne, Immobile e Verratti è poco calzante. «Tre anni fa c’erano potenziali campioni, si sapeva che sarebbero esplosi, mentre noi dobbiamo ancora dimostrare di essere da A». Un gruppo in rampa di lancio, anche se manca qualcosa per il definitivo salto di qualità. «Dobbiamo chiudere le partite. Ora pensiamo al Cesena. Sarà una bella sfida contro Antonino (Ragusa, ndc) che è un attaccante fortissimo».
Giovanni Tontodonati
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