Caprari: inseguo Insigne

13 Aprile 2016

«La Roma non ha creduto in me, ora voglio emulare le gesta e i gol di Lorenzo»

PESCARA. Con l'odore di promozione lui si scatena. Ha appena 22 anni, ma è già un veterano. E' al quinto campionato con il Pescara, ha collezionato 114 presenze e quest'anno è finalmente esploso. Juventus, Atalanta, Sassuolo e Chievo lo stanno seguendo da tempo, con la Vecchia Signora in netto vantaggio per assicurarselo. Gianluca Caprari è diventato l'uomo copertina del Pescara e con Lapadula forma la coppia gol più prolifica della B, con 32 reti realizzate. L'attaccante romano ha gonfiato la rete per ben undici volte e non vuole fermarsi. Il suo obiettivo sono i 18 gol, gli stessi che fece il suo ex compagno Insigne ai tempi di Zeman. Gol importanti e pesanti, come la doppietta che realizzò alla Sampdoria, al Ferraris, in quell'indimenticabile pomeriggio del 20 maggio 2011, quando il Pescara staccò il pass per la serie A dopo quasi 20 anni.

Gianluca Caprari, il Pescara è guarito?

«Vediamo cosa succederà venerdì con il Cesena. Ora sono arrivate due vittorie importanti, ma guai mollare».

Lei è un veterano ed è al quinto campionato con i biancazzurri. Quali sono le differenze tra la serie B con Zeman e questa con Oddo?

«In quel campionato con Zeman sono arrivato a gennaio e ho trovato un gruppo già unito e affiatato. Quest'anno invece ho vissuto tutto dall'inizio e questo gruppo non lo cambierei mai perché mi trovo bene».

Chi è più forte tra Gianluca Lapadula e Ciro Immobile?

(sorride). «Una bella domanda alla quale non so rispondere perché sono due attaccanti molto forti».

In termini di gol, Lapadula è sulle orme di Immobile?

«Gli manca poco per eguagliare il record di Ciro e deve continuare così».

Tra di voi c'è rivalità?

«No, nessuna. Io sono contento se fa gol perché l'importante è vincere».

Zeman e Oddo sono due allenatori che le hanno dato tantissimo.

«Sì, Zeman mi ha dato fiducia fin dal primo giorno, nonostante avessi solo 17 anni, e con lui ho capito cosa vuol dire lavorare duramente. A Massimo Oddo devo tanto perché ha avuto la forza di puntare su di me e adesso sono diventato un mezzo giocatore. Devo continuare così. Oddo è stato bravo a darmi continuità. Per un giocatore penso che sia fondamentale».

Quale squadra sarà più difficile affrontare nei play off?

«Nessuna in particolare, siamo tutti lì, attaccati, a distanza di pochissimi punti dal terzo posto. Possiamo dire la nostra fino alla fine. Abbiamo dimostrato di essere forti contro Cagliari e Crotone e, quindi, non bisogna avere paura di nessuno».

Alle porte ci sono degli scontri diretti, a partire dal Cesena.

«Il Cesena è una squadra temibile, è a pari punti con noi e nella gara d'andata abbiamo avuto delle difficoltà ad affrontarlo. Dobbiamo pensare a fare la nostra gara, sono convinto che possiamo fare un buon risultato».

Doppia cifra superata, 11 gol segnati e uno, regolare, annullato per fuorigioco ad Avellino. Dove vuole arrivare?

«Venerdì scorso al Partenio mi sono arrabbiato parecchio perché mi sono accorto subito che il gol era regolare. Vorrei arrivare alla stessa quota di Insigne nel 2012, quando fece 18 gol».

Si sente un po' il nuovo Insigne?

«Spero di diventarlo, ma Lorenzo qui ha fatto cose strepitose, come sta facendo ora a Napoli. Io devo lavorare ancora molto».

Juventus, Empoli, Atalanta. Tante squadre la stanno seguendo per il prossimo anno.

«A me fa piacere sapere che sono monitorato da altre squadre, ma penso al Pescara. Apprendo dai giornali che ci sono degli interessamenti. Adesso penso a finire bene la stagione».

La Roma, che non ha puntato su di lei, adesso si sta mangiando le mani.

«Sono contento perché è una bella rivincita, però sono felice più per me stesso, perché aspettavo da tempo questo momento».

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