Carambola e thrilling, le staffette da applausi

21 Febbraio 2018

Nello short track la Fontana guida le azzurre all’argento dopo il caos in pista Nel biathlon secondo bronzo grazie a un ricorso respinto. E Malagò gongola

PYEONGCHANG (COREA DEL SUD). Una carambola da brividi, un finale thrilling, e l'Italia che fa squadra porta via altre due medaglie ai Giochi di PyeongChang. Sono le staffette, lo short track di Arianna Fontana e il biathlon di Dorothea Wierer e compagni, con un argento e un bronzo a dare un'altra impennata al bottino azzurro che dopo due giorni di stanca fa festa vedendo salire e otto i podi finora conquistati. Le medaglie sette e otto dell'Italia Team si sono giocate parallele tra pattini e poligono, e sono state sofferte, fino al verdetto finale.
Alla Ice Arena di Gangneung è servita ancora la Var dello short track per mettere ordine alla classifica dopo il caos visto in pista: le azzurre (Arianna Fontana, Lucia Peretti, Cecilia Maffei e Martina Valcepina), dopo i tremila metri, tagliano il traguardo terze, alle spalle di Corea e Cina: ma i giudici sanzionano le cinesi e anche il Canada e l'Italia passa dal bronzo all'argento dopo la sentenza del video, e sul podio ci finisce addirittura l'Olanda che di finale aveva corso solo quella B. «La staffetta è la gara più bella, premia il lavoro di tutti anche quelli che sono rimasti a casa: ci siamo caricate, la volevamo questa medaglia e così è stato», ha esultato la Fontana, che ha bissato con l'argento l'oro vinto nei 500 metri. «Non abbiamo capito niente, un vero caos, sapevamo che avevamo tagliato il traguardo terze, poi a sorpresa è arrivato l'argento», il racconto della Fontana, seconda medaglia dopo l'oro nei 500, «ci siamo dette entriamo nella staffetta a tuono perché volevamo la medaglia e così è stato». Una medaglia di gruppo, anche se Arianna è la leader, è quella che ruba la copertina, corsa ad abbracciare il marito Anthony mentre le altre già facevano il giro con la bandiera sulle spalle. Per le altre una grande conquista: Valcepina dopo il bronzo di Sochi si era presa una pausa causa maternità. Ma in pista è tornata e sugli spalti a fare il tifo per mamma Martina c'erano le sue gemelle: «Chissà cosa avranno capito, lo short track è il regno dell'incertezza». Maffei invece a 33 anni si è presa una bella rivincita, a Torino e Sochi niente medaglia perché era solo una riserva: «Non avevano creduto in me, ora invece corono il mio sogno». Peretti anche quando cade tiene sempre su la brigata: «Potevo evitare lo scivolone, ma sono riuscita a fare il cambio».
E ha fatto festa anche il biathlon, che dopo la medaglia di bronzo in avvio di Dominick Windisch, poi aveva fallito tutti gli appuntamenti clou. Stavolta però, la staffetta mista è andata a segno. E ha dovuto sospirare fino alla fine, perché prima dell'assegnazione del bronzo si sono dovuti esprimere i giudici a seguito del ricorso della Germania (a tratti in testa e finita fuori dal podio) per una presunta irregolarità nella volata di Windisch ai danni del tedesco Peiffer. Dopo mezzora di attesa con gli azzurri a metà tra felicità e delusione la fumata bianca: sul podio va l'Italia. Bronzo, il secondo del biathlon. Il primo per la star del gruppo, quella Dorothea Wierer che insieme ai compagni di squadra riscatta un'Olimpiade finora senza gloria. «Avevamo due chance e le abbiamo sfruttate», ha detto il presidente del Coni Giovanni Malagò, dopo essere rimbalzato da un campo all'altro di gara. Per raccogliere però due medaglie che fanno fare un altro passo avanti all'Italia.
Alessandra Rotili