Carapaz resta maglia rosa per 3 secondi

Il ceco Hirt trionfa sul Mortirolo, l’ecuadoriano conserva il primato in classifica generale davanti all’australiano Hindly
APRICA (SONDRIO)
Jan Hirt deve essere affezionato e non poco al Mortirolo: secondo dietro Giulio Ciccone nel 2019 (l’arrivo era a Ponte di Legno) e primo ieri all’Aprica. Il corridore della Intermarché si è dimostrato il più forte e con Carty si è riportato sui primi sul Mortirolo e poi si è involato in solitaria sul Santa Cristina per la sua prima vittoria al Giro d’Italia. In classifica generale Richard Carapaz ha conservato la maglia rosa, ma l’australiano d’Abruzzo Jay Hindly con gli abbuoni si è portato a soli 3”. Joao Almeida ha lasciato 14” al gruppetto della maglia rosa, ma resta in terza posizione davanti a Mikel Landa e avrà l’ultima cronometro per cercare di recuperare. Applausi e tanti per Vincenzo Nibali che tiene duro ed entra nella top five. . E c’è anche un pizzico di Abruzzo nella vittoria di Jan Hirt perché nella sua Intermarché c’è la Vini Zabù di Valentino Sciotti che fa il bis dopo il successo di Girmay nella Pescara-Jesi. «Siamo felici perché il Giro sta andando bene», ha detto il manager originario di Crecchio, «due vittorie sono un bel bottino e non vogliamo di certo fermarci. Peccato per la caduta di Pozzovivo che ha perso un po’ di terreno in classifica».
La tappa. Con il Mortirolo (dal suo versante più morbido) e il valico di Santa Cristina la Salò-Aprica promette spettacolo e l’antipasto del Crocedomini conferma che sarà una tappa che potrebbe far ubriacare qualcuno. Non a caso è la “Sforzato Wine Stage” e gli abruzzesi Cataldo e Ciccone vanno in avanscoperta per la classica fuga di giornata. Dentro ci sono tanti big, su tutti Valverde. Nella vallata prima del Mortirolo si spacca il gruppo dei fuggitivi con Ciccone e Cataldo che sono costretti ad inseguire con Carty e Hirt che però hanno una gamba spettacolare. Quando le pendenze del Mortirolo si fanno più impegnative i due staccano Ciccone e si riportano al comando. Nel gruppo maglia rosa si fa vedere Nibali, mentre una caduta costringe Pozzovivo ad inseguire.
Per il buon Domenico un altro imprevisto che pagherà all’arrivo con la top five persa in classifica.
Se guardiamo l’altimetria ufficiale, i gpm di giornata sono tre e il valico di Treglio non c’è, ma a conti fatti è una scalata dura e che fa ulteriore selezione. Soprattutto nel gruppo maglia rosa con la Bahrein di Landa che inizia a fare sul serio.
Davanti ci prova Kamna, il vincitore dell’Etna sembra avere il colpo di pedale giusto sul Santa Cristina ma nel finale Arensman e Hirt lo raggiungono. Hirt è il più brillante e se va in solitaria verso il trionfo. Secondo l'olandese Thymen Arensman a 8”.
Oggi il giro riparte da Ponte di Legno per arrivare a Lavarone. Nel finale il durissimo Menador (ultimi 8 km al 10% medio) deciderà il vincitore di giornata e darà una nuova fisionomia alla classifica generale.
Enrico Giancarli

