Casagrande: salvezza? Roseto merita di andare ai play off

31 Gennaio 2017

L’ala biancazzurra tra i protagonisti della vittoria a Imola «Il nostro segreto è correre molto. A Udine ci aspetta Ray»

ROSETO. La VisitRoseto.it, tornata scintillante in questo inizio di girone di ritorno della A2 di basket, con tre vittorie su quattro uscite, non ha solo la capacità di segnare i canestri di Smith, la tecnica sopraffina di Amoroso, o la leadership di Fultz: in quintetto c’è anche Riccardo Casagrande, aletta capace di fare quel lavoro “sporco” che non si legge nei tabellini finali, uno che quando a settembre si fermò per un problema al ginocchio, ricevette un bell’attestato di stima dal suo coach: «Di uno come lui non faremo mai a meno, è troppo importante per i nostri equilibri». E dopo la vittoria a Imola, si è confermato quanto Casagrande sia utile, bravo non solo a prender carambole, ma anche a segnare: ben 14 punti.

«Le parole del coach fanno un enorme piacere, soprattutto pensando ai problemi dell’inizio, venivo da una stagione disastrosa a Roma, e poi l’infortunio mi aveva ulteriormente rallentato».

Lei ha sicuramente le caratteristiche giuste per esser amato dai tifosi rosetani, visto che non esita mai a gettarsi nella mischia.

«È il bello di questa piazza che ne capisce di basket come pochi, li sento sulle tribune quando si esaltano per una palla rubata, è una cosa che mi dà una grande carica».

Sta guadagnando minuti importanti, con tante partenze in quintetto.

«Con più minuti aumenta la fiducia, ma con Radonjic siamo in due a coprire il ruolo di ala piccola, e riusciamo a farlo senza pestarci i piedi».

Non dimentichiamo che lei ha sempre qualche minuto tattico da ala grande.

«Una polivalenza che mi piace, adoro andare a fare legna sotto canestro, mi viene naturale dai tempi delle juniores».

Insomma, l’anno scorso a Roma con coach Caja andò tutto storto, mentre qui è indispensabile: qual è la ricetta per rendere al meglio?

«L’amore per il mio lavoro, che non mi fa perdere gli stimoli, neanche quando a Roma per tre mesi non toccai mai il campo. Ogni anno c’è l’incognita di trovare il feeling col coach, per cui non resta che lavorare».

Mancano due punti alla salvezza.

«Siamo in un buon momento e vogliamo meritarci di guardare all’obiettivo più ambizioso, i play off sarebbero un bel regalo per tutti, ma fa bene il coach a indicare come meta provare a vincere una gara alla volta».

C’è un segreto per le vostre prestazioni?

«Corriamo molto, e ne va dato atto allo staff; in questo forse ci aiutano i cambi di difesa, che ci fanno rifiatare qualche volta, e mandano spesso in tilt gli avversari: del resto è un po’ il nostro marchio di fabbrica”.

Domenica a Udine l’aspetta Allan Ray.

«Sono pronto a marcarlo con tutta l’energia di cui sono capace, è un giocatore fortissimo».

Marco Rapone

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