Cassani: bravo Kelderman, Nibali lotterà fino alla fine

13 Ottobre 2020

CHIETI. «È un Giro imprevedibile e forse non potrebbe essere diversamente considerando l’attuale emergenza sanitaria. Sto vedendo molto bene l’olandese Kelderman, ma resto comunque del parere che...

CHIETI. «È un Giro imprevedibile e forse non potrebbe essere diversamente considerando l’attuale emergenza sanitaria. Sto vedendo molto bene l’olandese Kelderman, ma resto comunque del parere che Vincenzo Nibali possa spendere, al tirar delle somme, una parola importante. Magari proprio con l’aiuto di Giulio Ciccone il quale, dopo la brutta esperienza del coronavirus che lo ha costretto a saltare il Mondiale di Imola, appare sulla via del recupero e potrà essergli di aiuto nell’ultima decisiva settimana». Così Davide Cassani ieri pomeriggio nel foyer del teatro Marrucino a Chieti in occasione della presentazione del libro “Il ciclista curioso-Scoprire pedalando angoli e scenari meravigliosi d’Italia" (Rizzoli) scritto dallo stesso commissario tecnico della nazionale di ciclismo assieme a Giacomo Pellizzari. Nell'occasione, si è parlato, e anche parecchio, dell’Abruzzo che quest’anno ha ospitato per ben tre giorni la carovana rosa. «Una regione bella che ha sempre dato molto al ciclismo. Qui c’è una bella pista ciclabile lungo la costa e un buon clima anche se, l’altro giorno a Roccaraso, tra vento e pioggia, faceva davvero freddo», continua sorridendo Cassani. «Ma siamo in ottobre e, purtroppo, di giornate così credo che ne dobbiamo affrontare ancora diverse». E ci si allunga, dopo il saluto di Cristiano Sicari, presidente del Marrucino, in una tavola rotonda con il direttore della Confartigianato, Daniele Giangiulli, il referente Rcs Abruzzo, Maurizio Formichetti, e il presidente della federazione ciclistica abruzzese, Mauro Marrone. Emerge su tutto la consapevolezza del valore che la mobilità ciclabile può avere in termini non solo ambientali, ma anche turistici ed economici, un valore peraltro ben espresso nel libro, che si avvale della prefazione dell’indimenticabile Gianni Mura, dove la bicicletta viene definita uno strumento di scoperta, un punto di vista, un modo di vedere le cose. Alla stregua di una straordinaria lente di ingrandimento capace di farci vedere ciò che altrimenti non noteremmo. Oltre al fatto che la stessa bici lascia sempre libertà di deviare da vie prestabilite per andare alla ricerca di uno scorcio, di una chiesetta o di un borgo di cui non si sospettava nemmeno l’esistenza. Il libro propone venti itinerari, dalle Alpi alla Sicilia, con diversi gradi di difficoltà ma puntualmente in grado di riservare sorprese. La fatica? Può finire per diventare una compagna di viaggio, purchè gestita in certi limiti e con il sostegno di un opportuno allenamento. Panorami mozzafiato, antiche vestigia, castelli, tradizioni popolari e, perché no, anche gastronomia attorno a quella sorta di magìa delle due ruote per la quale i luoghi raggiunti finiscono un po’ per avere il sapore di una conquista.
Giuseppe Rendine
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