Castel di Sangro, un’altra puntata

21 Febbraio 2018

“Non è l’Arena” annuncia nuovi dettagli, Gravina e i giocatori preparano la querela

Muro contro muro. Gabriele Gravina, l’ex presidente del Castel di Sangro, vuole portare il suo ex calciatore Luca Albieri e la trasmissione televisiva Non è l’Arena di Massimo Giletti, in onda su La7, in tribunale. Lo stesso hanno intenzione di fare gli ex calciatori del Castel di Sangro dei miracoli degli anni Novanta. Dall’altra parte - ed è questa la notizia nuova di ieri - Non è l’Arena sta preparando una seconda puntata sulla partita Bari-Castel di Sangro 3-1 del 15 giugno del 1997, ultima giornata del campionato di serie B, tornata alla ribalta della cronaca per le accuse di presunta combine formulate - domenica sera nel corso di Non è l’Arena - da Luca Albieri, ex giallorosso, e un altro compagno di squadra dell’epoca rimasto anonimo. Ci sarebbero nuovi dettagli della vicenda. Secondo quanto detto da Albieri quella partita fu truccata con un premio a perdere corrisposto ai giocatori del Castel di Sangro. Addirittura pagati in busta paga. All’ultima giornata di campionato arrivarono il Bari, bisognoso dei tre punti per festeggiare la matematica promozione in A e per rintuzzare l’assalto del Genoa, e il Castel di Sangro reduce, la settimana prima, dal successo nel derby con il Pescara che aveva sancito la salvezza della squadra di Jaconi. Ci sarebbero altri indizi di una vicenda relativa a 21 anni fa e comunque caduta in prescrizione sia sul piano penale che su quello della giustizia sportiva. Una vicenda, va ricordato, di cui si è dibattuto già davanti a un’aula di tribunale, a Sulmona. Il Gup, nel novembre del 1999, ha condannato per diffamazione lo scrittore Joe McGinnis in relazione alle anticipazioni del libro pubblicato in America; nell’aprile del 2003, invece, un’altra condanna, questa volta per calunnia, sempre a carico di McGinnis che la sera di Bari-Castel di Sangro, al ritorno in paese, aveva appeso cartelli sul porto di ingresso delle abitazioni di Jaconi e di alcuni giocatori contenenti frasi offensive. McGinnis, morto nel 2014, era stato il primo ad adombrare sospetti sulla partita di fine stagione. Ma i suoi dubbi non trovarono soddisfazione in tribunale. Adesso Bari Castel di Sangro del 1997 è tornata in auge con l’accusa di Albieri e dell’anonimo compagno di squadra dell’epoca che parlano di un premio a perdere di 20 milioni di vecchie lire pagato dal Bari del compianto presidente Matarrese. (r.c.)
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