Castori: «Il Lanciano? Può sognare»

10 Settembre 2014

È al Carpi, ma ha allenato sia rossoneri sia Varese, prossimo avversario della Virtus: la squadra dei Maio non è una sorpresa

LANCIANO. Al netto della storica promozione in B, targata Gautieri, Fabrizio Castori era e resta l'allenatore forse più amato dalla tifoseria rossonera. Che a lui deve due delle sette promozioni (in serie C2, abbinata alla conquista dello scudetto Dilettanti, nella stagione 1998/1999, e in C1, in quella 2000/2001) ottenute in carriera dal tecnico marchigiano.

Ora a Carpi, e dunque futuro avversario della Virtus Lanciano, impegnata sabato sul campo del Varese, altro club allenato da mister Castori.

Mister Castori, che sfida sarà col Varese?

«Due squadre con atteggiamenti tattici diversi, ma egualmente consolidati. Da una parte il 4-4-2 dei lombardi, che a gente come Neto, Corti e Zecchin, hanno aggiunto un attaccante del calibro di Petkovic. Quanto alla Virtus, ha nel 4-3-3 il suo modulo ormai abituale, e un gruppo ben saldo nel quale troveranno gradualmente spazio anche i nuovi acquisti».

Sorpreso dall'ottimo avvio della Virtus?

«Assolutamente no. La serie B è un campionato in cui chiunque, operando bene, è in grado di poter dire la sua. Ed i rossoneri, in tal senso, non fanno certo eccezione».

L'ha vista in tv di recente?

«Si, ho dato un'occhiata ai filmati delle sue gare e ribadisco che per me non è una sorpresa».

Un giudizio sul suo collega di panca D'Aversa?

«Ha sicuramente una grossa opportunità professionale, in un ambiente che conosce benissimo e nel quale è apprezzato da anni. Credo quindi che abbia tutte le carte in regola per far bene».

La sua avventura in rossonero è legata a filo doppio agli Angelucci. Adesso a Lanciano c'è un'altra famiglia che sta tenendo alto il nome del calcio cittadino: quella dei Maio.

«Per loro parlano i risultati. Hanno fatto e continuano a fare cose straordinarie, gestendo in modo sano il club. Mi sono simpatici e credo che per Lanciano sia una fortuna aver trovato, a distanza di qualche anno, un altro gruppo in grado di regalare ulteriori soddisfazioni all'appassionatissima tifoseria frentana».

Due anni fa toccò proprio a lei tenere a battesimo il debutto casalingo (anche se si giocava a Pescara) in B della sua ex squadra.

«Un piacere immenso, ma anche una grande emozione, nel veder realizzato uno dei più grandi desideri del compianto presidente Ezio Angelucci. Mi spiace solo di non averla potuta giocare al Biondi».

L'ultima volta che è stato a Lanciano?

«Allo stadio, in occasione del match dello scorso anno col Crotone, ma nei mesi scorsi sono tornato a salutare un po' di amici. Cosa che comunque faccio spesso, impegni lavorativi permettendo».

Da Cesena a oggi, sono undici anni che allena in B. Più che sufficienti per dire quali differenze riscontra rispetto alla stagione scorsa.

«È molto più equilibrata, il che va a tutto vantaggio dell'interesse stesso del campionato. Ci sono tanti giovani interessanti sulla rampa di lancio e diversi ho la fortuna di allenarli proprio io».

Un anno fa il Palermo, adesso Bologna e Catania. Ce la faranno a tornare subito in A?

«Impossibile dirlo, ma al momento le vedo entrambe molto indietro, rispetto ai rosanero dello scorso anno».

E la Virtus? La vede pronta per qualcosa di più importante rispetto ad una semplice salvezza?

«Come ho già detto, non è una sorpresa, essendo al terzo anno di B. La squadra mi pare buona e in grado di ripetere l'ottima stagione scorsa».

Il suo Carpi?

«La società mi ha affidato un organico molto giovane, chiedendomi la salvezza. Progetto che ho sposato e spero di portare a termine positivamente».

Com'è nata l'opportunità di allenare in Emilia?

«Un contatto c'era stato l'anno scorso, poi non se ne fece nulla. In estate mi hanno cercato di nuovo ed eccomi qua».

Stefano De Cristofaro

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