Castori: Lanciano speciale per me non è una sorpresa

16 Dicembre 2014

Venerdì il tecnico della capolista Carpi per la prima volta da rivale al Biondi

LANCIANO. Venerdì seraal Biondi non è in programma solo la sfida alla capolista. C’è qualcosa, di più sentimentale, che va oltre i tre punti in palio. Sì, perché alla guida del Carpi, primo in classifica con sei punti di vantaggio sulla seconda (Frosinone) e otto sulla Virtus, ci sarà Fabrizio Castori, il tecnico delle due promozioni rossonere dall’Interregionale alla C1. Un allenatore che è entrato nel cuore dei lancianesi, colui il quale ha dato un impulso decisivo all’ascesa del calcio frentano.

Fabrizio Castori, sarà la prima volta da ex al Biondi?

«Al Biondi sì. Ma ho già giocato contro il Lanciano due anni fa all'Adriatico-Cornacchia. Ero alla guida del Varese e vincemmo nel finale».

Ricorda l'approccio con la città di Lanciano nel lontano 1998?

«E' stato subito amore a prima vista. E poi quell'anno, in serie D, abbiamo quasi sempre vinto: promozione e scudetto dilettanti. Una stagione irripetibile».

Che cosa ha di particolare lo stadio Biondi?

«Si presta a caricare la squadra. C'è il pubblico addosso al campo, è un catino. E poi i tifosi lancianesi sono molto affettuosi e calorosi nei confronti della propria squadra. Più che altrove».

Chi riabbraccerà con particolare piacere?

«Tanta gente, è inutile fare nomi. Piuttosto tornare a Lanciano senza ritrovare Vittorio Paoloemilio (scomparso nei mesi scorsi, ndr) il custode storico dello stadio, sarà un grosso dispiacere. E’ stato ed è una figura storica per il calcio frentano».

Il rapporto tra i lancianesi e la squadra della propria città: che cosa c’è di diverso rispetto alle altre piazze?

«E' un rapporto intenso, di grande attaccamento alla maglia. Che poi i tifosi trasmettono a giocatori e allenatori che vanno lì. Il lancianese esprime calore ed è molto campanilista».

Il momento più bello vissuto a Lanciano?

«Tanti, dalla promozione in C2 allo scudetto dilettanti. E poi il salto in C1. Mi ricordo le feste in corso Trento e Trieste, che bello! Ho vissuto Lanciano insieme ai miei amici lancianesi ed è stato bello».

Il momento più brutto?

«Non ce ne sono stati. Forse il momento del distacco. Sicuramente la morte del presidente Ezio Angelucci. Io ero già andato via, ma la sua scomparsa è stata una perdita notevole per la città, sportiva e non».

Perde a Lanciano, ma il Carpi va in serie A: ci metterebbe la firma?

«Così mi mette in difficoltà, io non voglio perdere mai. Ma, eventualmente, se ne potrebbe parlare… Però, a ben vedere, se il Carpi vince a Lanciano avrà più possibilità di salire in serie A...».

Che accoglienza si aspetta?

«Non lo so, non dipende da me. Ma il rapporto con i tifosi e la gente di Lanciano è ottimo, ogni volta che vengo è una rimpatriata tra vecchi amici. E poi permettetemi di salutare la famiglia Micolucci e la signora Fedora in particolare. Brava gente che vuole bene al Lanciano».

Carpi primo in classifica: teme un rilassamento al Biondi complici le assenze di Mbakogu e di Porcari?

«Veramente sono cinque le assenze perché mancheranno anche Romagnoli, Lasagna e Poli. Saremo decimati, ma come al solito venderemo cara la pelle».

Il Lanciano quinto è una sorpresa secondo lei?

«No, si sta confermando ad alti livelli. Anche nella passata stagione era lassù in classifica. Non parlerei di sorpresa. E’ una rosa ben costruita dal mio amico Luca Leone».

Che cosa ha di diverso questo Lanciano rispetto all’anno scorso?

«Il Lanciano sono anni che ha un suo modo di giocare. Un suo stile. E’ una realtà in B».

Questo Lanciano e il suo: che cosa hanno in comune?

«Il gruppo e la voglia di emergere. Forse, la nostra squadra era più offensiva».

In comune c’è anche Manuel Turchi.

«Grande Manuel. Quando è arrivato al Lanciano la prima volta c’ero io. Era un ragazzino, ora è un uomo. La presidente Maio mi dovrebbe ringraziare...».

Il Carpi fa sul serio nella corsa alla serie A?

«Ci stiamo rendendo conto giorno dopo giorno di quello che stiamo facendo. Stiamo sorprendendo anche noi stessi. Andiamo avanti alla giornata. Di certo, non ci tireremo indietro se ci si presenterà la possibilità».

@roccocoletti1

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