Cataldo: devo aiutare Aru ma in salita e nella crono...

19 Maggio 2015

L’atleta originario di Miglianico: il mio compito è mettere in difficoltà Contador Non vedo l’ora che arrivino le montagne. E sabato che bella la sfida contro il tempo

LANCIANO. Un Giro d'Italia da protagonista. È quello sin qui disputato dall'abruzzese Dario Cataldo, quinto nella classifica generale, alle spalle di campioni conclamati e del compagno di scuderia Fabio Aru, staccato di soli tre secondi rispetto alla maglia rosa Contador.

«Fabio è un grande e tutti noi stiamo lavorando per consentirgli di giocarsi sino alla fine le proprie chances di successo finale».

A parlare così è lo stesso Cataldo, appprofittando del giorno di riposo (al netto delle solite due ore abbondanti di allenamento) osservato dalla carovana in rosa, che oggi riprenderà la sua marcia, con la tappa Civitanova Marche-Forlì. 30 anni lo scorso 17 marzo, Cataldo (nato a Lanciano, ma vissuto a Miglianico e da due anni residente in Svizzera) è professionista dal 2007. Otto anni scanditi da svariati cambi di casacca: dalla Liquigas alla Quick Step (nel 2009), la società belga della quale è stato anche capitano nell'edizione 2011 del Giro, chiuso al dodicesimo posto. L'anno successivo il titolo italiano a cronometro (la sua grande specialità, assieme alle salite). E il successo in una tappa della Vuelta.

Nel 2013 nuovo cambio di maglia, con l'approdo alla Sky Procycling, cui ha fatto seguito, quest'anno, il passaggio ai kazaki dell'Astana Pro Team. Scelta giusta?

«Scelta felice, avendo trovato un gruppo di italiani ben affiatato e di ottimo livello. Come detto, l'obiettivo primario è di sostenere il più possibile Fabio Aru nella sua rincorsa alla maglia rosa, ma sono molto soddisfatto anche dal punto di vista personale, per quanto fatto sinora. Del resto, si lavora sempre per migliorare, e dopo la caduta patita nella passata edizione, che mi costrinse ad uscire dalla classifica che conta, non mi dispiacerebbe affatto rifarmi».

Da qui alla fine del Giro, c'è qualche tappa che potrebbe fare al suo caso, e magari vincere?

«Sicuramente la Pinzolo-Aprica, del 26 maggio, avendo delle caratteristiche adatte alle mie, oltre ovviamente alla crono di sabato prossimo».

Quest'anno non sono mancate le cadute, alcune delle quali davvero rovinose. Ci pensa mai, quando è in sella alla sua bici?

«Impossibile non farlo, il che però non mi impedisce di continuare a correre. Incidenti di questo genere, del resto, avvengono ogni giorno, essendo parte integrante del nostro lavoro, per cui vanno messi in conto, purtroppo».

Specie poi se ci si mette di mezzo il pubblico...

«Quello andrebbe evitato, ma sta agli altri far sì che non avvenga, adottando un comportamento consono a chi dovrebbe limitarsi a guardare e sostenere, a distanza di sicurezza, i partecipanti. Colgo anzi l'occasione per augurare una pronta guarigione sia a Pozzovivo che a Colli».

Prossimi obiettivi, oltre al Giro?

«Ne devo ancora parlare col ct azzurro», svela Dario Cataldo, «ma a giugno dovrei partecipare, con la Nazionale, agli European Games di Baku, in Azerbaijan».

Stefano De Cristofaro

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