Cattafesta dottore via streaming

12 Aprile 2020

Il portiere vastese del Sulmona ottiene la laurea triennale in Economia aziendale

VASTO. Aveva immaginato una cerimonia diversa, non in streaming da casa, per festeggiare la laurea triennale in Economia aziendale. E, invece, mercoledì ha conseguito il titolo di dottore - con una votazione di 90/100 - in collegamento da casa Lorenzo Cattafesta, 24 anni, portiere vastese in forza all’Ovidiana Sulmona (Promozione). «I professori ci hanno promesso che, non appena saranno finite le limitazioni, l’università d’Annunzio Chieti-Pescara organizzerà una cerimonia per tutti coloro che si sono laureati a distanza».
Una triennale che Cattafesta ha intenzione di approfondire con una specialistica. «Sì, andrò avanti, perché la materia mi affascina», racconta l’estremo difensore vastese del quartiere Incoronata, «sono riuscito a portare avanti gli studi grazie al part time, calciatore-studente. E così facendo ho potuto diluire i tre anni di studio in cinque anni». Ha presentato una tesi sul mercato del calcio e l’antitrust. «Ho approfondito l’argomento dei diritti televisivi 2015-2018, l’utilizzo e l’incidenza sul mondo del pallone. E, soprattutto, che cosa fanno gli organi di controllo».
Un calciatore atipico Cattafesta. Sin da quando è partito nel settore giovanile della Virtus Vasto. Poi, Virtus Lanciano che l’ha girato in prestito in serie D prima alla Civitanovese e poi al Brindisi. Quindi, Vastese, Capistrello, Paterno, L’Aquila e Sulmona. Atipico perché non è facile portare avanti gli studi in un calcio - anche a livello dilettantistico - che richiede impegno e concentrazione. «Andrò avanti con l’università e cercherò di sfruttare gli studi per restare in questo mondo anche quando non giocherò più», sostiene Lorenzo Cattafesta che dice la sua sul momento che sta vivendo il Paese. «Se parliamo di volontà, io vorrei tornare in campo anche domani. Se, invece, affrontiamo il discorso tenendo conto delle garanzie igienico-sanitarie allora dico che fino a quando non ci saranno garanzie al 101% non è giusto tornare a giocare: per la salute pubblica e per rispetto di chi ha perso la vita, di chi sta combattendo il coronavirus e chi sta lavorando negli ospedali. Al di là del fatto che i club hanno comunque fatto dei sacrifici finora e vorrebbero capitalizzare i risultati».
La sensazione è che la serie A ripartirà... «Sì, così sembra. La serie A ripartirà per tutelare degli interessi che vanno oltre quelli legati alla salute. E questo, permettetemi di dirlo, non è bello».
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