Caverni e Pedrazzani: vogliamo fare la storia

13 Giugno 2019

Sabato a Montecatini il primo assalto alla A2 contro l’Urania Milano

PESCARA. All’appuntamento con la storia l’Amatori Pescara si sta preparando con apparente distacco. Lo stesso sfoggiato dal regista Michele Caverni e dal centro Luca Padrazzani nella diretta facebook nella redazione del Centro di ieri e disponibile sul sito www.ilcentro.it. Due ragazzi del roster di Stefano Rajola che sabato a Montecatini Terme giocheranno la partita più importante della loro breve carriera. A Pescara, intanto, ci si organizza per seguire la lunga trasferta dei biancorossi che scenderanno in campo alle ore 18,30 (diretta tv su Rete 8) contro la Super Flavor Urania Milano. In caso di successo sarà festa perché la promozione in A2 sarà automatica; nel caso contrario il regolamento prevede una seconda chance, domenica alle ore 18, contro la perdente dell’altra semifinale tra Orzinuovi e San Severo. Chi conosce meglio di tutti la Super Flavor Urania Milano - la seconda squadra della città dopo l’Olimpia nata in rappresentanza del quartiere Affori - è Luca Pedrazzani che prima di arrivare a Pescara, nello scorso mese di febbraio, l’ha affrontata con la canotta di Crema, nel girone A. «È una squadra valida con giocatori esperti e molto fisici», la sintesi del pensiero del pivot nato a Meina, in Piemonte.
«Noi», gli ha fatto eco Michele Caverni, play di Fano, «dobbiamo contenere la loro fisicità, ben sapendo che sarà una gara dura in cui daremo tutto quello che è nelle nostre possibilità». Alla final four sono arrivate due formazione del girone B (Super Flavor Urania Milano, seconda al termine della regular season con 40 punti dietro la capolista Orzinuovi con 42) e altrettante del girone C (San Severo, primo, e Amatori, quarto al termine della stagione regolare). «Da quando sono arrivato io a Pescara», le parole di Luca Pedrazzani, classe 1997, «ho notato un crescente coinvolgimento dei tifosi. Sempre di più e sempre più calorosi. Ci hanno dato la spinta e la carica per arrivare fin qui». E così mentre altrove si pensa ad allestire il roster per la prossima stagione, i biancorossi sono ancora a sudare in palestra per conseguire l’obiettivo della promozione in A2 a 33 anni di distanza dall’ultima volta. «È una cosa che non ci pesa», secondo il 23enne Michele Caverni, «perché una promozione alla nostra età può rappresentare un bivio della carriera. E quindi faremo di tutto per indirizzarlo nel verso giusto. Personalmente, mi ha fatto molto piacere ricevere apprezzamenti dai tifosi dopo la finale vinta contro Salerno. Mi ha dato ulteriore carica».
«Abbiamo un pregio - come squadra - che gli altri non hanno: siamo intercambiabili», sostiene Luca Pedrazzani, «so che se non sono in giornata c’è un altro pronto a entrare che farà una gran partita. Si è creata una chimica in cui chi entra dà il massimo, ottenendo buoni risultati».
Volendo immaginare una partita perfetta a quale pensare delle ultime giocate dall’Amatori? «Io penso che il simbolo possa essere a gara 3 della finale con Salerno», la risposta di Michele Caverni, «in cui abbiamo segnato tanto e preso pochi canestri. Significa che abbiamo tirato bene e difeso altrettanto bene. Il massimo». «Io, invece, penso a gara 2, quella vinta a Salerno quando venivamo da una sconfitta e abbiamo giocato un ultimo quarto da favola in cui entrava di tutto dopo una partita di grande sofferenza».
Sia Caverni che Pedrazzani sono d’accordo nell’individuare nel massaggiatore Vittorio Gennaro l’uomo che vive in maniera più ansiosa questa vigilia dell’appuntamento con la storia del basket pescarese. «Lui è sempre carico, sempre positivo», dicono all’unisono. «Poi, chiaramente, c’è il presidente Di Fabio che ha investito molto su di noi».
Ovviamente, il punto di svolta della stagione è stata la riammissione alla semifinale play off dopo l’eliminazione di Reggio Calabria. «È arrivata all’interno del gruppo una scarica di adrenalina che sta avendo ancora il suo effetto», sostiene Luca Pedrazzani. «È come se ci fosse stata concessa una seconda chance», l’opinione di Michele Caverni, «che nessuno di noi vuole gettare al vento. Io ero qui anche nella passata stagione e all’epoca furono gli infortuni ad avere un peso decisivo; ora, invece, il roster è lungo e completo. C’è tutto per arrivare fino in fondo». Ovvero per vincere la gara di sabato. E se a pochi secondi dalla fine dovesse scegliere un compagno al quale affidare il pallone del tiro decisivo a chi si affiderebbe? «Ho fiducia di tutti i miei compagni, ma - se proprio devo - scelgo Ennio Leonzio, ci conosciamo troppo bene e darei a lui il pallone della serie A2».
Intanto, attorno alla squadra di Stefano Rajola c’è fermento. Un paio di pullman di tifosi sono stati già riempiti. Altri sostenitori si muoveranno con mezzi privati per affrontare la lunga trasferta.
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