Cerulli Irelli: il Teramo ha scelto gli uomini giusti

19 Giugno 2017

«Repetto e Asta mi piacciono. Ma servirà tanta fame per non soffrire»

TERAMO. Il Teramo tra passato, presente e futuro visto con gli occhi di un tifoso speciale. L'ex presidente Giovanni Cerulli Irelli, in carica dal 1989 al 1997, racconta al Centro la passione per i colori biancorossi a 20 anni di distanza dalla fine della sua gestione. Una passione, quella per il Teramo, che da qualche tempo lo ha avvicinato molto al patron Campitelli.
Si è chiusa da poco una stagione complicata. Come l'ha vissuta?
«Molto male. Ad un certo punto del campionato credevo che la salvezza fosse un traguardo impossibile perché quando il Teramo è sprofondato all'ultimo posto non vedevo segnali di vitalità nè nutrivo speranze di ripresa. Poi dalla vittoria contro il Gubbio (6-0, ndc) la squadra si è gradualmente risollevata e per fortuna i play out si sono conclusi nel migliore dei modi. Mi auguro di non assistere più a un'annata così sofferta».
Quanto hanno influito i vari cambi di guida tecnica e la rivoluzione nel mercato invernale?
«Non saprei. Nel calcio, purtroppo, quando si parte con il piede sbagliato gli errori si susseguono a catena e se si prova a rimediare spesso le cose non migliorano. Alcune scelte iniziali, di sicuro non felici, hanno condizionato tutta la stagione e le conseguenze sono state evidenti. Certi allenatori e certi giocatori, vedendoli all'opera in un altro contesto, probabilmente avrebbero fatto meglio. A Teramo, invece, sono incappati in un campionato da dimenticare».
Cosa ne pensa dell'arrivo del ds Repetto e del tecnico Asta?
«Ho accolto entrambi in modo positivo. Repetto non si discute. E' un dirigente esperto e di grande carisma. Credo che abbia le motivazioni giuste per contribuire al rilancio del Teramo. Per quanto riguarda Asta, lo ricordo come un grande combattente quando giocava. Se saprà trasmettere le sue idee e la sua grinta anche dalla panchina sono convinto che possa fare bene e togliersi delle soddisfazioni».
Che campionato si aspetta il prossimo anno?
«Vorrei innanzitutto divertirmi e vedere una squadra che esprima bel gioco e si impegni, al di là del risultato. Se ci saranno queste componenti il Teramo potrà sperare di fare una stagione diversa rispetto alle ultime due. Servirà tanta fame e voglia di rivalsa».
Da qualche anno lei è molto vicino al presidente Campitelli. Cosa apprezza di lui?
«Mi rivedo nella sua passione e lo ammiro perchè ha una grande determinazione. Quando le cose vanno male è tutto molto più difficile e non è facile convivere con i mugugni della piazza. Luciano, comunque, è quello di sempre, fa tanti sacrifici e dà il massimo per questa società. Non dimentichiamo che nel 2008, quando è iniziata la sua gestione, il Teramo giocava nel campionato di Promozione».
A proposito delle contestazioni di una parte della tifoseria, che consiglio darebbe a Campitelli?
«Gli consiglio di andare avanti e di cercare delle rivincite personali tramite i risultati. Auspico che possa esserci un riavvicinamento con quei tifosi che lo criticano. E' fondamentale lavorare in un clima il più possibile sereno per tornare a fare cose importanti».
20 anni fa terminava la sua presidenza. Ha nostalgia del periodo alla guida del Teramo?
«Per certi versi sì e per altri no. Mi mancano un po' le emozioni che si provano in prima persona. Ricordo positivamente i miei otto anni da presidente e mi fa piacere avvertire ancora oggi la stima nei miei confronti. Le contestazioni, comunque, me le sono prese anch'io».
Le piacerebbe, un giorno, rientrare nel Teramo o continuerà a seguirlo da tifoso?
«Continuerò a fare il tifoso. In passato Campitelli mi aveva proposto degli incarichi in società, ma ho preferito non accettare. Quando c'è bisogno, però, io ci sono e ci sarò. Nel periodo del processo per il caso Savona ho seguito tutte le udienze e ho chiesto a mio fratello (Vincenzo, ndc) di occuparsi della vicenda come avvocato».
Come mai, a suo parere, è saltato l'accordo di collaborazione tra Teramo e San Nicolò?
«Non conosco i motivi. Posso solo ipotizzarli. Forse l'idea di costituire una terza società non avrebbe dato i risparmi e i vantaggi economici che il Teramo e il San Nicolò immaginavano di avere in futuro».
Che ne pensa, invece, degli ottimi rapporti tra il Teramo e il Pescara?
«Sono favorevole. Stiamo parlando delle due uniche realtà professionistiche abruzzesi. E' normale, al giorno d'oggi, che si creino delle sinergie tra società. Il Teramo, però, ha una sua autonomia gestionale e decisionale e non è succube di nessuno».
E' pronto a rinnovare l'abbonamento in tribuna per il prossimo anno?
«Assolutamente sì. Solito posto e con i soliti amici. Dare un piccolo contributo alla società, d'altronde, penso sia il minimo che un tifoso possa fare».
Gaetano Lombardino
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