Che noia la coppa: avanza il Chieti
In campo le seconde linee: i neroverdi battono il Giulianova ai rigori
CHIETI. Più che una partita ufficiale, sembrava la partitella del giovedì. Ritmi bassi, pochissime occasioni da gol e tanta noia. Entrambe le squadre sono scese in campo con le seconde linee: il Chieti ha cambiato undici undicesimi della formazione che ha stravinto a Campobasso e il Giulianova ha schierato dal 1' tanti giovani, tra cui tre ragazzi della Juniores, Cerasi, Beccaceci e Mastrilli. Alla fine, dopo che i tempi regolamentari si sono chiusi sullo 0-0, la spunta ai calci di rigore il Chieti (5-3) che supera il turno preliminare della Coppa Italia e accede al successivo che si giocherà il 28 ottobre. Decisivo è stato l'errore dal dischetto del baby Mastrilli che si è fatto parare il tiro da De Deo. La Coppa Italia è sembrata più un peso che un impegno da onorare. E d'altronde, con il blocco dei ripescaggi, resta difficile trovare un senso alla competizione tricolore, soprattutto adesso che il campionato è entrato nel vivo. Nel primo tempo meglio il Giulianova che si è reso pericoloso con Ranieri e l'ex Di Stefano. Nella ripresa, Ronci, deluso dalla prestazione dei suoi, ha cambiato due volte il modulo passando al 4-3-3 e al 4-2-3-1 con l'ingresso in campo di Suriano. Qualcosa è cambiato. Il Chieti ha giocato meglio e creato diversi pericoli a Ursini con Menegussi ed Esposito. Ma davvero troppo poco. Un po' di pepe al derby lo ha messo l'ex Alessandro Rossi che, quando ha battuto De Deo dagli undici metri, ha avuto un gesto di stizza verso i suoi ex tifosi del Chieti che lo avevano beccato. I neroverdi passano il turno, ma Ronci a fine partita è scuro in volto. «Sono deluso e arrabbiato», spiega il tecnico teatino. «La prestazione non mi è piaciuta per niente perché chi ha giocato aveva una grande opportunità per mettersi in mostra e darmi delle risposte e invece non l'ha fatto. Siamo stati lenti e prevedibili e non ho visto la cattiveria giusta. Non salvo nulla. Chi indossa questa maglia deve sapere che a Chieti non esistono amichevoli. Non abbiamo fatto una bella figura».
Giammarco Giardini
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