«Chiellini maiale», poi Ekdal si scusa

Nel dopo partita chiarimento tra lo svedese e il difensore che applaude Eder
DALL’INVIATO A TOLOSA. Che giornata intensa per Giorgio Chiellini. E non ci riferiamo solo al duello con Ibrahimovic annullato con la collaborazione di Bonucci e De Rossi ma agli interventi decisi di cui si è reso protagonista per uscire a testa alta dalle polemiche.
Il primo su Albin Ekdal, il centrocampista svedese dalla faccia d’angelo già compagno del livornese nella Juve e che nelle ore di vigilia della partita ha definito Chiellini «una persona eccezionale ma che in campo si trasforma, diventa un altro. Si comporta come un maiale, gli piace fare scena e influenzare gli arbitri. Classica roba italiana, è un cascatore».
Chiellini ha voluto incontrare il suo ex compagno con il quale ha avuto un chiarimento.
«Abbiamo parlato, è tutto a posto – afferma il centrale della Nazionale – si è lasciato un po’ andare nelle dichiarazioni ma mi ha assicurato che è stato travisato. È un bravissimo ragazzo, generoso, di cuore e mi ricordo che a Torino era senza patente e lo accompagnavo in macchina. Spero che questo episodio gli serva da lezione e che non ci ricaschi più».
Il secondo intervento, da stopper autentico, è invece per Eder, l’autore del gol sul quale Chiellini ha dato il suo contributo con la rimessa laterale.
«Sì, l’ho rimessa bene con le mani ma poi il resto lo hanno fatto Zaza ed Eder con due grandi giocate. Però, anche la rimessa laterale può essere un’arma in più e con Conte curiamo anche questi dettagli. Sono contento per Eder, in Italia facciamo fatica ad accettare gli oriundi, non è una questione razziale ma è così mentre sia lui che Thiago Motta in allenamento e in campo danno sempre l’anima».
Un vero condottiero Chiellini che non avrà l’eleganza di Bonucci e il colpo d’occhio di Barzagli ma conosce il mestiere. «Non abbiamo giocato una partita straordinaria, ma siamo stati bravi e concentrati in difesa come negli altri reparti. Con Ibra è andato tutto bene e per me resta un giocatore eccezionale e se non avesse vissuto nell’epoca di Messi e Ronaldo avrebbe vinto numerose vole il Pallone d’oro. E adesso guardiamo avanti, se manteniamo questa mentalità possiamo fare grandi cose». (v.b.)
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