Chieti a picco, squadra contestata

24 Novembre 2019

Una papera di Camerlengo condanna i neroverdi. Debutto amaro per Di Meo che aspetta i rinforzi

ORTONA. La crisi è nera, anzi nerissima. Nemmeno il cambio di allenatore ha dato una sterzata. Aspettarsi qualcosa in più dal punto di vista tecnico era pressoché impossibile perché i limiti della squadra sono evidenti e non scompaiono in quattro giorni. Ma non c’è stata una scossa nemmeno sul piano caratteriale. Se poi si aggiunge la papera di Camerlengo, la frittata è fatta. A Ortona il Chieti perde di misura col Campobasso, condannato da un pasticcio del portiere, incassa la terza sconfitta consecutiva (la quinta nelle ultime sei partite) e resta quart’ultimo, con il rischio di essere superato oggi dal Tolentino e di allontanarsi ancora di più dalla zona salvezza, ora a -4. È un debutto amaro per Pino Di Meo sulla panchina neroverde. Il tecnico di Trani, con una squadra ridotta ai minimi termini per le assenze degli infortunati Milizia, Mazzolli e Brugaletta, si presenta con il 4-4-2, schierando subito il neo arrivato Meola a centrocampo. Ed è proprio la prestazione di sostanza e di personalità dell’ex Casertana - inevitabilmente ancora a corto di fiato - l’unica nota lieta di un sabato da dimenticare.
Il primo tempo è equilibrato, con il Campobasso che ha grande qualità ma non alza mai i ritmi e il Chieti che lascia ai molisani il pallino del gioco, provando a ripartire. I problemi arrivano proprio quando la squadra di Di Meo deve attaccare. L’unico che prova a inventarsi qualcosa è Catalli. Poi, il nulla. Traini perde tutti i duelli con Menna e Dalmazzi, Bruschi sulla sinistra è un oggetto misterioso e Paneccasio, sul lato opposto, viene dominato da Vanzan. Per fortuna dei neroverdi, i molisani non affondano mai il colpo, se non al 45’ quando Cogliati in contropiede cestina la palla del vantaggio. Il Chieti chiude il primo tempo indenne, poi nella ripresa, al 10’, viene beffato. Su un tiro cross innocuo di Zammarchi, Camerlengo non blocca il pallone, che gli passa sotto le gambe. Alessandro ringrazia e a porta vuota manda avanti il Campobasso. Un errore da matita rossa per il portiere neroverde, un regalo troppo grande per una squadra, il Campobasso, che dopo il vantaggio sfrutta la sua qualità nel palleggio per gestire il risultato e sfiora più volte il raddoppio. Il Chieti non ha più la forza (e gli uomini) per reagire. La partita dei neroverdi finisce di fatto sul gol dei molisani. E quello che più preoccupa è la mancanza di reazione. Niente, il buio totale. Di Meo le prova tutte, facendo entrare Bruni, Tacchi, Marzola e Gautieri. Al 31’ Traini spara alto dall’area piccola, poi Tacchi non sfrutta una buona ripartenza, sbagliando l’ultimo passaggio.
Cala il sipario sulla prima di Di Meo. La musica è sempre la stessa: la squadra - contestata dai tifosi - non è all’altezza. Ancora un’altra partita da giocare, domenica a Notaresco, poi si riaprirà il mercato. E sarà rivoluzione. Inevitabile, per sperare nella salvezza.
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