Chieti brutto e contestato

10 Novembre 2014

Il pari in casa (2-2) con la Vis Pesaro scatena la protesta degli ultrà

CHIETI. Adesso è crisi nera. Il Chieti pareggia in casa con la Vis Pesaro (2-2), ultima in classifica, e scoppia la contestazione dei tifosi. A fine partita esplode la rabbia della curva Volpi: la squadra si avvicina al settore più caldo dell’Angelini per il classico saluto, ma gli ultrà teatini respingono i giocatori ed escono in massa dallo stadio. In curva rimangono solo una trentina di tifosi che parlano con la squadra. Fischi per tutti, applausi solo per Vittorio Esposito. In serata poi gli ultrà diramano un comunicato e dicono al presidente Walter Bellia di farsi da parte.

«Pretendiamo immediatamente le dimissioni di tutta la dirigenza», scrivono gli Ottantanove Mai domi. «Rompiamo definitivamente con questa società perché, dopo la scandalosa retrocessione dello scorso anno, è inammissibile che il Chieti si trovi a disputare un campionato di serie D nell’assoluto anonimato. Siamo stufi dell’ennesima gestione approssimativa e superficiale, delle numerose promesse non mantenute e delle bugie. Fino a quando questa società non lascerà Chieti, noi diserteremo le gradinate della curva Volpi nelle partite casalinghe. Garantiremo la nostra presenza solo in trasferta per tenere alto il nome della nostra città. Bellia vattene». La contestazione della curva Volpi era iniziata già alla fine del primo tempo: «Cantiamo per la maglia e non per voi» e «Meritiamo di più», gridavano gli ultrà quando il punteggio era fermo sull’1-1. Al vantaggio di Corvino aveva risposto Bugaro su un rigore molto generoso concesso per una spallata di Sbardella sullo stesso numero 11 dei marchigiani. L’arbitro Copat di Pordenone poi era salito in cattedra anche nel secondo tempo assegnando un altro rigore (stavolta netto) alla Vis Pesaro per una grossa ingenuità di Cucinotta (l’ennesima) che ha preso il pallone con le mani, compensando poi la svista della prima frazione concedendo il terzo penalty (inesistente) al Chieti per una caduta in area di Giron. Bugaro ed Esposito, botta e risposta dagli undici metri che ha chiuso una partita che la squadra neroverde ha anche rischiato di perdere se non fosse stato per alcuni interventi miracolosi del portiere Placidi. La vittoria manca ormai dal 5 ottobre. E la vetta è un miraggio (-11).

«Ronci è intoccabile», dice il presidente Bellia, «e ha la fiducia di tutta la società. La contestazione dei tifosi ci sta, ma in questo periodo abbiamo tante assenze e non riusciamo mai a schierare la formazione tipo». Mancavano Maschio, Di Pietro, Arcamone, Vano e Del Grosso e domenica sarà ancora peggio perché contro la capolista Maceratese saranno indisponibili anche gli squalificati Prinari (espulso a fine partita per aver rifilato una pallonata addosso a un giocatore avversario) ed Esposito che, diffidato, è stato ammonito. E sul futuro del fantasista neroverde non ci sono certezze. «È un giocatore del Chieti e per adesso rimarrà qui», ha spiegato Bellia, «ma se non dovessimo avere più possibilità di ambire a qualcosa di importante, potremmo anche lasciarlo andare». Anche Ronci è amareggiato. «Se c’è un responsabile, questo sono io ma sto dando tutto per il Chieti. Avevamo in distinta sette giocatori Senior e tredici Under. Stiamo avendo troppi infortuni perché non abbiamo un campo sul quale allenarci e siamo costretti ogni settimana a cambiare terreno di gioco. Se qualcuno pensa che il Chieti sia il Real Madrid e debba per forza tornare tra i professionisti, si sbaglia di grosso».

Ma la pazienza dei tifosi è finita. E la contestazione verso la società è appena iniziata.

Giammarco Giardini

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