Calcio serie D

Chieti calcio, caos stipendi: Paris lascia subito la società

8 Aprile 2026

Già finita l’avventura del dirigente marsicano nel sodalizio neroverde. E c’è ancora una salvezza da raggiungere in campo. (Nella foto, Gianni Paris)

CHIETI. Gianni Paris se ne va. È già finita l’avventura dell’ex presidente dell’Avezzano nel Chieti. La decisione è maturata nella tarda serata di ieri dopo alcune divergenze con la squadra e la società sulle modalità di pagamento degli stipendi. Ieri Paris ha versato un bonifico di 5.500 euro nelle casse della società per pagare subito la mensilità di marzo, ma solo ai giocatori under. L’avvocato marsicano voleva dilazionare i pagamenti e procedere a scaglioni: prima i fuoriquota, poi nelle settimane successive tutti gli over in vari blocchi e infine lo staff tecnico.

Le tempistiche e le modalità di pagamento non sono state accettate dalla squadra perché non sono state ritenute eque e avrebbero creato soltanto malumore all’interno dello spogliatoio che in questo momento ha bisogno di rimanere compatto per la volata salvezza. La squadra ha sollevato dubbi e proposto tre alternative: usare i 5.500 euro iniziali come fondo cassa, dividerli tra tutti i componenti della rosa oppure utilizzarli come saldo di febbraio per chi non aveva ricevuto l’intero stipendio lo scorso mese. Un accordo non è stato trovato e si è arrivati allo strappo.

Paris ha deciso di fare un passo indietro e ha rinunciato a tutti gli incarichi assunti con il Chieti, ovvero quelli di responsabile degli affari legali, dell’area commerciale e dell’azionariato popolare. «Un addetto ai lavori come me, in grado di portare direttamente al Chieti 25mila euro al mese, non può decidere di iniziare a pagare la prima squadra partendo dallo stipendio più basso fino a quello più alto», spiega Paris. «Sono stato bloccato dal presidente Di Labio e dal vice Scurci perché mi hanno detto che siamo in tre. Ma quali tre? Gli stipendi mi sono onorato di pagarli in prima persona. Questo discorso avrebbe avuto un senso se mi avessero detto di mettere 15mila euro a testa e di pagare insieme. Ma non ho sentito nulla di tutto questo. Allora non ha senso andare avanti. Io avrei portato sponsor, merchandising e vita da tifoso per una curva Volpi che merita davvero. Stavo facendo tutto man mano. Pazienza, è andata così».