Calcio

Chieti calcio, le motivazioni degli 11 punti di penalizzazione: “Accordi verbali non attendibili”

20 Maggio 2026

L’’avvocato Nicoletta Maria Carè interviene dopo aver letto le motivazioni che hanno portato la Corte federale d’appello a sanzionare la società neroverde, condannandola alla retrocessione in Eccellenza: “Il -4 la sanzione più giusta, ora puntiamo a essere riammessi al campionato di serie D». (Nella foto, il presidente Gianni Di Labio)

CHIETI. «Stiamo preparando il ricorso al Collegio di garanzia del Coni. Lo depositeremo nel minor tempo possibile. L’obiettivo è la riammissione del Chieti in sovrannumero al campionato di serie D». Così parla l’avvocato Nicoletta Maria Carè dopo aver letto le motivazioni che hanno portato la corte federale d’appello a sanzionare la società neroverde con 11 punti di penalizzazione, condannandola alla retrocessione in Eccellenza. Il giudice Mario Luigi Torsello, presidente della prima sezione della corte, ha racchiuso in dieci pagine le ragioni per cui ha riformato il verdetto del Tfn. Le liberatorie contestate dalla procura federale sono quelle del tecnico Francesco Del Zotti, del suo vice Paolo D’Ercole e del calciatore Jacopo Surricchio.

Secondo la corte, le liberatorie prodotte “non attestano il pagamento di quanto previsto dai contratti depositati, ma documentano dazioni di somme determinate sulla base di pretesi accordi verbali non risultanti dagli atti contrattuali depositati presso l’organo federale competente”. Nel dettaglio, a Surricchio a fronte di un contratto che prevedeva otto rate mensili per un importo complessivo lordo di 6.400 euro, “la liberatoria del 23 dicembre 2025 attesta la corresponsione di soli 800 euro in contanti” fino al 31 dicembre “a fronte di intervenuti e non meglio precisati accordi verbali”. Analoghe considerazioni vengono fatte per gli allenatori D’Ercole e Del Zotti, per i quali la Covisod ha accertato il pagamento della sola mensilità di agosto, mentre le liberatorie prodotte fanno riferimento ancora una volta “ad accordi verbali per somme fisse di 1.100 e 3mila euro non riconducibili alle mensilità contrattualmente pattuite”.

La Recanatese, inoltre, intervenuta nel dibattimento come parte interessata, ha prodotto una scrittura del 23 dicembre tra il presidente Di Labio e D’Ercole nel quale si concorda il pagamento di 4.400 euro da settembre a dicembre. I conti, secondo la corte, non tornano perché nella liberatoria di D’Ercole si indica la somma di 1.100 euro.

«Ci aspettavamo che la corte federale ragionasse in questo modo», commenta l’avvocato Carè, «noi però contestiamo l’applicazione della sanzione che non è congrua. Sulla base di quello che sosteniamo, è sbagliata l’interpretazione della norma perché sul comunicato ufficiale n.154 del Dipartimento Interregionale si parla di un punto per ogni mensilità non corrisposta. Quindi la sanzione più equa sarebbe di quattro punti».

Per la corte, invece, la mensilità è quella di ciascun singolo contratto depositato. Una diversa lettura, senza moltiplicare le mensilità per ogni tesserato, si legge nelle motivazioni, porterebbe al paradosso di una sanzione di pari entità tra una società inadempiente verso un solo tesserato e una che invece lo fosse per l'intera squadra. «Stiamo sistemando per bene i punti da valorizzare per il ricorso», conclude l’avvocato del Chieti,«“se il Coni ci desse ragione, ritengo che si imporrà alla Lega di adeguarsi al provvedimento e la conseguenza potrebbe essere la riammissione in sovrannumero in serie D. Noi puntiamo a questo».

Sul verdetto della corte federale è intervenuta anche la squadra che ieri ha scritto una lettera aperta ai tifosi ringraziandoli per il sostegno e augurandogli le migliori fortune per il futuro. «La nostra frustrazione non deriva dalla penalizzazione in sé», spiegano capitan Mercorelli e compagni. «Non spetta a noi stabilire se la decisione presa sia giusta o sbagliata. Riteniamo però che le tempistiche adottate siano state eccessivamente tardive e che questo non ci abbia permesso di giocarci fino in fondo il nostro obiettivo sul campo».

Sul fronte societario, va avanti la trattativa con Giuseppe Pistilli, 52 anni, di Cori (Latina), che opera nel settore della pasticceria e dei forni tra Lazio e Umbria. I contatti con il presidente Di Labio sono costanti. Alla finestra resta il Città di Chieti (Promozione), pronto a trainare la ripartenza del calcio neroverde qualora il Chieti Fc 1922 non dovesse avere continuità. «Se serve, noi siamo pronti e non avremmo nessun problema a cambiare denominazione sociale e il logo della squadra», chiarisce subito il presidente teatino Fabio La Valle. Il sogno della riammissione in serie D e la possibilità di fare l’Eccellenza - in entrambi i casi con una nuova società - o la ripartenza dalla Promozione con il Città di Chieti. Tanti scenari in ballo e ancora poche certezze.

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