Chieti calcio, si amplia la società: arriva anche Giammarioli

Scelto il nuovo coordinatore generale dei neroverdi. Il dirigente Omar Trovarello: “Colpa mia, ma ho fatto il massimo. Ora però va salvata la società”. (Nella foto, Stefano Giammarioli)
CHIETI. Il Chieti amplia lo staff dirigenziale. Dopo Gianni Paris, nuovo responsabile degli affari legali, dell’area commerciale e dell’azionariato popolare, la società accoglie anche Stefano Giammarioli. L’esperto dirigente umbro, 62 anni compiuti a febbraio, è il nuovo coordinatore generale del club teatino. Si occuperà della macchina organizzativa e dell’area tecnica. Dopo gli inizi a Gubbio, dove è stato protagonista della scalata dalla D alla B, Giammarioli ha assunto il ruolo di ds della Cremonese per cinque stagioni, contribuendo al ritorno in B della società grigiorossa nel 2017. Successivamente ha fatto ritorno a Gubbio, per poi ricoprire incarichi dirigenziali al Grosseto. Giammarioli si rimette in gioco a Chieti - dove è stato portato dal consulente Omar Trovarello - a distanza di pochi mesi dalla breve esperienza a Rimini. A fine settembre era stato nominato ds e dg del club romagnolo, incarico durato appena un mese prima del fallimento della società, esclusa a dicembre dalla serie C. Domenica scorsa Giammarioli era in tribuna a Castelfidardo a seguire il Chieti e ieri si è presentato al campo di Manoppello per conoscere i giocatori e lo staff tecnico. Un breve discorso motivazionale per risollevare il morale della squadra dopo la sconfitta a Castelfidardo e incitarla a lottare e a credere fino alla fine nella salvezza, nonostante la classifica sia compromessa a sei giornate dalla fine. Anche la società ha fatto sentire la sua vicinanza e ieri a Manoppello erano presenti tutti: il presidente Gianni Di Labio, il vice Dario Scurci, il dirigente Mino Ianieri e Trovarello, chiamato a dicembre a rifondare la squadra nel mezzo della tempesta societaria. «Mi prendo le mie responsabilità», dice Trovarello, «se le cose non stanno andando bene, è giusto che mi assuma le colpe perché la squadra l’ho fatta io. Non faccio come altri che hanno puntato il dito contro la società quando le cose andavano male. Non mi nascondo anche se le attenuanti ci sono. Si è preso quello che si poteva prendere sul mercato in un momento difficile in cui la piazza non era appetibile. Siamo andati per forza di cose su giocatori che venivano da una lunga inattività. Assemblare una squadra nuova con ragazzi che non hanno fatto la preparazione non è facile. Poi abbiamo avuto a lungo fuori i due giocatori più importanti, Margiotta e Gonzalez. Credo che il Chieti al completo sia al livello delle altre che lottano per la salvezza. Quando dobbiamo sopperire alle assenze, andiamo in difficoltà». Se la salvezza sul campo appare quasi impossibile, resta da salvare almeno la società. «Bisognava abbassare il monte ingaggi e rendere più appetibile il club», spiega Trovarello, «questo è stato fatto e secondo me con l’ingresso di Paris è possibile salvare il titolo. Di Labio e Scurci hanno combattuto da soli, ora c’è chi può aiutarli. La salvezza sul campo è un miraggio anche alla luce dell’imminente -4. Bisogna però crederci fino alla fine. Spero che domenica la squadra contro la Recanatese tiri fuori il carattere mancato nelle ultime due partite».
Giammarco Giardini

