Calcio serie D

Chieti calcio, stipendi pagati a metà: la squadra diserta gli allenamenti

11 Marzo 2026

I bonifici sono arrivati solamente ad alcuni giocatori e non è stata corrisposta l’intera mensilità. Clima teso in vista della partita contro il San Marino, primo di tre scontri diretti per la salvezza

CHIETI. I bonifici ai giocatori (non tutti) sono arrivati, ma ad alcuni è stato tagliato lo stipendio. Un fatto inaccettabile per la squadra che ieri ha deciso di non allenarsi per protesta. Il Chieti non trova pace. È stato un martedì movimentato in casa neroverde, con la dura presa di posizione della squadra che, dopo aver sopportato per mesi una situazione surreale, ha perso la pazienza. Il motivo è nel pasticcio societario nel pagamento della mensilità di febbraio. Venerdì scorso la società ha effettuato i bonifici. Ieri mattina lo stipendio è stato accreditato a gran parte della squadra, circa una quindicina di giocatori, escluso lo staff tecnico.
Tutti gli altri restano in attesa e dovrebbero ricevere i soldi nelle prossime ore. Quello che ha fatto infuriare la squadra non è il pagamento scaglionato, ma il fatto che a tre giocatori (Margiotta, Caparros e Calvosa) non è stata corrisposta l’intera mensilità ed è stato tagliato il compenso. È stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso e indotto i giocatori neroverdi a non allenarsi ieri a Manoppello. Il tecnico Francesco Del Zotti ha tenuto solo una seduta video. Al campo sono arrivati il presidente Gianni Di Labio e il vice Dario Scurci a dare spiegazioni alla squadra. Secondo la ricostruzione della società, Di Labio e il consulente Omar Trovarello avevano preparato una lista con gli importi (interi) da pagare alla squadra e allo staff. Questa lista sarebbe stata modificata dal tesoriere incaricato ad effettuare i bonifici, che ha inserito nei pagamenti altre figure, tagliando i soldi ai giocatori. Il tutto ad insaputa di Di Labio.

Sembrerebbe che i tagli siano stati fatti anche sullo stipendio di Del Zotti e di un altro componente dello staff che fino a ieri - va sottolineato - non avevano ancora ricevuto l’accredito sul conto. Una versione che confermerebbe una guerra intestina tra varie anime della società in un momento in cui il Chieti avrebbe bisogno di tutto, tranne che di divisioni e gelosie interne. Resta da capire se lo stato di agitazione della squadra si prolungherà oppure se oggi si tornerà alla normalità. Di certo, non è il clima ideale per avvicinarsi alla partita decisiva di domenica all’Angelini con il San Marino, il primo di tre scontri diretti per la salvezza. A otto giornate dalla fine, il Chieti è obbligato a vincere per sperare di agganciare almeno i play out. Mantenere la serie D potrebbe favorire l’avvicinamento di imprenditori interessati a rilevare la società. Uno dei gruppi che si è avvicinato, un noto marchio di bevande, ha posto come condizione la permanenza nella categoria prima di approfondire ogni tipo di discorso, legato inevitabilmente anche alla valutazione della situazione debitoria del club. Per centrare la salvezza sul campo servirà un’impresa. A giorni, forse in settimana, è attesa la sentenza del tribunale federale nazionale sul -4 per il mancato pagamento degli stipendi. Un altro ostacolo sul cammino del Chieti che diventa sempre più in salita.

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