Chieti cambia passo e supera il Fabriano nel debutto casalingo
Vittoria meritata contro una delle squadre più quotate Coen: «È quello che ci voleva dopo un brutto esordio»
CHIETI. «La vittoria che ci voleva». È il primo commento, a fine gara, di Piero Coen, tecnico dell’Esa Chieti che, nel debutto davanti ai propri tifosi, supera nettamente (73-60) la Janus Fabriano, sicuramente una della squadre meglio attrezzate del girone. E lo fa scrollandosi di dosso tutte le incertezze di avvio di stagione, culminate nello stop di Giulianova, cominciando a mettere in mostra un potenziale che legittima le ambizioni societarie. Subito una partenza lanciata dei biancorossi e time-out per coach Pansa. La difesa teatina non concede spazi e i marchigiani trovano il primo canestro dopo oltre cinque minuti. Due falli per Ponziani che torna in panchina, doppia tripla di Sanna che sale di tono, imitato da uno scatenato Paolin, bomba di Gialloreto in avvio della seconda frazione, ancora su di giri Sanna ma anche Fabriano appare più in partita. C’è l’esordio stagionale di Meluzzi che dà il cambio a Stanic, mentre Chieti soffre le bordate dalla lunga distanza di Del Testa il quale trascina la rimonta ospite costringendo coach Coen al time-out. Sotto canestro il peso dell’esperienza di Garri e la gara sale di ritmo mentre l’ennesima tripla del solito Del Testa consegna agli ospiti il primo vantaggio. A proposito di esperienza, ora tocca a Ruggiero prendere per mano la propria squadra. Lo fa e si va avanti sul filo di un equilibrio (35-35) che accompagna le squadre all’intervallo lungo.
Di nuovo sul parquet con Chieti a riproporre il quintetto iniziale, si scuote Rezzano, l’Esa però concede qualche doppia opportunità di troppo, arriva il quarto fallo per Ponziani, terzo in attacco, ed arriva anche un tecnico alla panchina teatina. Si infiamma il pubblico, di nuovo in campo Ba che esibisce una buona determinazione, bomba di capitan Gialloreto per l’allungo (48-40) che risulterà decisivo. Urla il PalaTricalle su alcune decisioni arbitrali. I biancorossi esibiscono una grande intensità difensiva, Fabriano sbaglia parecchio ma non molla e, con una bomba di Merletto sulla sirena, torna in scia (50-44) verso l’ultima frazione di gioco. Ruggiero vola in contropiede, Rezzano implacabile dalla lunetta (54-44), a poco più 6 minuti dalla fine ci sono da difendere 13 lunghezze di vantaggio senza disunirsi. Tripla di Stanic, buono il suo debutto, risponde Garri per i suoi, si vede anche del buon basket mentre Ba schiaccia, su assist di Ruggiero, e Chieti intravede il traguardo. Con autorità e disinvoltura, mette al sicuro il risultato mentre Fabriano, saggiamente, pensa, negli ultimi secondi, alla differenza canestri.
Finisce 73-60. Biancorossi a ricambiare il saluto del pubblico in festa e subito l’analisi di coach Piero Coen: «L’infortunio di Simoncelli, l’arrivo di Stanic, l’amarezza per una brutta sconfitta e anche la necessità di mandare in campo Meluzzi, dopo una lunga assenza. Di fronte una formazione molto forte e ambiziosa, ma siamo stati davvero bravi. È un torneo particolare e non bisogna mai né deprimersi, né esaltarsi». Non si esalta il presidente Gabriele Marchesani, comunque soddisfatto per la buona risposta del pubblico: «Mi è piaciuto lo spirito di squadra e la gran voglia di vincere. Siamo in costante crescita e anche l’inserimento di Stanic è stato molto importante».
Dall’amministratore delegato Max Del Conte un’ultima considerazione: «L’intensità messa in mostra dai ragazzi, con una piccola flessione solo nel secondo periodo, lascia ben sperare una società nella quale si lavora compatti per raggiungere l’obiettivo finale».
Sul versante ospite, la delusione del tecnico Lorenzo Pansa: «Mai in ritmo, non abbiamo giocato la nostra pallacanestro ed è arrivata, inevitabile, la sconfitta contro una squadra peraltro forte come Chieti».
Giuseppe Rendine
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

