Chieti, corsa contro il tempo Si mobilitano cento tifosi

I dirigenti stanno chiudendo le ultime pendenze economiche della stagione Il 30 giugno scadenza dell’iscrizione, contatti tra D’Ottavio e alcuni imprenditori
CHIETI. L’obiettivo è quello di dare continuità alla Chieti Basket che, dopo le dimissioni del presidente Marchesani, alla guida per sei stagioni del sodalizio biancorosso, è alla ricerca di un nuovo assetto societario. Si stringono i tempi, dal momento che la data di iscrizione ai campionati è fissata al 30 giugno, si susseguono contatti tra il vicepresidente Filippo D’Ottavio e alcuni imprenditori per valutare la situazione. Una situazione comunque sicuramente delicata dovendo far fronte a oneri economici pregressi prima di prendere in considerazione il futuro, più o meno immediato. «Intanto abbiamo risolto la questione relativa all’istanza di apertura di liquidazione giudiziale portata avanti da un creditore», afferma lo stesso D’Ottavio. «Ci sono ora da regolarizzare i pagamenti delle mensilità residue ai giocatori e altre pendenze continuando a lavorare, insomma, pur tra varie difficoltà, con l’intento di portare avanti una realtà che rappresenta una vecchia passione cittadina. E, a tal proposito, proprio da diversi tifosi, circa un centinaio, è arrivata la volontà di attivarsi in qualche modo per dare un contributo utile a superare questo difficile momento evitando in tal modo la scomparsa della società». Scomparsa che porterebbe un eventuale nuovo sodalizio a prender parte necessariamente a un campionato a libera iscrizione. Si è parlato anche della partecipazione al torneo di serie B interregionale, ma tale decisione lascerebbe in ogni caso inalterato l’aspetto debitorio della società. Al lavoro, in questi giorni, anche il general manager Antonio Garofalo: «Occorre chiudere, dopo aver ottenuto sul campo la permanenza nel campionato di serie B nazionale, i conti della stagione e poi valutare i costi che il gruppo dirigenziale e gli sponsor potranno eventualmente sostenere. Credo che sia soprattutto importante ottenere la fiducia di diverse componenti che credono nel progetto che si sta portando avanti». Un progetto che, necessariamente, va nella direzione di una drastica riduzione dei costi e alla costituzione di un organico composto in buona parte da giovani della zona. Il tutto chiedendo, appunto, fiducia e sostegno per superare le attuali difficoltà mentre, intanto, la riforma federale andrà a concludersi con il varo di un campionato di serie B nazionale a 42 squadre (sei in più rispetto al passato torneo) che dovrebbero essere suddivise in due gironi da 21 formazioni oppure in tre raggruppamenti da 14, scelta sicuramente meno onerosa per tutti considerando il costo di trasferte sicuramente più vicine. Difficile parlare, al momento, di aspetti tecnici anche se sono state comunque valutate diverse ipotesi. Futuro incerto, dunque, solo un anno fa una amara quanto rocambolesca retrocessione dalla serie A2, poi l’allestimento di una squadra che, dopo aver stazionato per diverso tempo in zona play-off, rivisitata nel roster e appesantita da quattro punti di penalizzazione, ha in ogni caso guadagnato con due turni di anticipo la permanenza in una categoria che, ora, appare in pericolo.
Giuseppe Rendine

