Chieti, il solito mister X

16 Febbraio 2015

Il muro di Jaconi imbriglia i neroverdi, decimo pareggio stagionale

CHIETI. Il Chieti frena: all’Angelini vincono la noia e il catenaccio di Osvaldo Jaconi. I neroverdi rimandano di nuovo l’appuntamento con il salto di qualità e ottengono il decimo pareggio stagionale (il settimo in casa), condividendo con il San Nicolò il primato nella speciale classifica dei segni “x”.

Lo 0-0 con la Fermana, però, è diverso dagli altri pareggi. Il merito o demerito, a seconda dei punti di vista, è dell’espertissimo Jaconi, l’allenatore che vanta più promozioni di tutti nel calcio italiano, che ha usato il catenaccio per strappare un punto. «In questo momento della stagione si deve perdere il meno possibile», ha detto a fine partita il 68enne tecnico che portò il Castel di Sangro in serie B. Il suo messaggio è stato recepito alla perfezione dalla sua squadra. La Fermana è scesa in campo con una difesa a quattro che spesso diventava a sei quando Ciuffetti e Nazziconi si abbassavano in fase di non possesso, ha marcato a uomo e impedito al Chieti di costruire gioco.

Maschio e compagni ci hanno provato, soprattutto allargando la manovra sugli esterni, ma la gabbia di Jaconi ha intrappolato i teatini. Il Chieti poteva vincerla solo sfruttando le individualità di un giocatore che salta l’uomo, crea superiorità numerica e fa saltare i piani difensivi degli avversari. Quel giocatore, Vittorio Esposito, però era in tribuna perché squalificato e senza di lui l’attacco del Chieti si è rivelato poca cosa. Broso fa tanto lavoro sporco, Orlando è inconcludente e Lagzir nel ruolo di esterno sinistro non è efficiente come quando fa la mezzala. I due portieri, Placidi e Savut, non si sono mai sporcati i guanti.

Zero emozioni nel primo tempo. E le cose non sono cambiate nemmeno nella ripresa. L’unico tiro nello specchio della porta, peraltro telefonato, è quello di Del Grosso a quindici minuti dalla fine. Ronci ha provato a scardinare la difesa della Fermana cambiando modulo al 25’ della prima frazione: dal 3-4-3 è passato al 4-3-3 ma l’esperimento non è durato nemmeno cinque minuti perché non ha sortito effetti, anzi ha aumentato le difficoltà. Un punto che accontenta solo la Fermana. Il Chieti, dopo il colpaccio di Civitanova Marche, doveva vincere per dare una svolta al campionato e avvicinarsi ai play off che ora sono distanti cinque punti.

«La Fermana ha pensato solo a difendersi ed è venuta a Chieti per prendersi il punto», spiega il tecnico teatino Donato Ronci. «Noi abbiamo fatto bene fino alla trequarti, cercando di metterli in difficoltà sugli esterni con Del Grosso e Orlando. Ma davanti siamo sterili perché ci mancano Esposito e Vano. Faccio lo stesso i complimenti ai ragazzi perché hanno giocato da squadra. Dopo la Maceratese siamo la squadra che ha perso di meno. Troppi pareggi? Non siamo stati fortunati nella gestione degli squalificati e degli infortunati. Abbiamo giocato tutto il girone d’andata senza un centravanti. Il campionato è ancora lungo e con il ritorno di Esposito e Vano possiamo fare una grande volata per i play off».

Osvaldo Jaconi è soddisfatto. «Ben vengano questi punti soprattutto se fatti fuori casa contro una signora squadra. Il catenaccio? Mi piacerebbe giocare meglio, ho chiesto ai ragazzi di avere anche un po’ di coraggio in più ma devo fare di necessità virtù. Noi e il Chieti stiamo facendo due campionati diversi. Loro possono ambire ai play off, noi dobbiamo salvarci». E per farlo,conta la sostanza e non la forma. Come dire: anche il catenaccio può tornare utile. E il Chieti ne sa qualcosa.

Giammarco Giardini

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