Chieti, in 500 sugli spalti per la squadra sparita

Festa dell’orgoglio ultrà malgrado il fallimento del club. I tifosi: «L’Abruzzo gode, ma ritorneremo»
CHIETI. Ore 19,22. Per molti è un orario casuale, per la gente di Chieti richiama l’anno di fondazione della squadra cittadina. E quando le lancette dell’orologio si fermano sulle quattro cifre che compongono il numero 1922, dalla curva Volpi gli ultras tirano fuori cartoncini neri e verdi e calano un telo che raffigura il simbolo dello storico Chieti 1922. Cori, coreografie, fumogeni.
Ieri sera cinquecento tifosi hanno sfidato il freddo e sono entrati in curva Volpi per rivendicare il loro attaccamento e la passione per i colori neroverdi. Il Chieti è fallito per la seconda volta in dieci anni, ma i suoi tifosi sono più vivi che mai. È stata una domenica senza calcio, ma all’insegna dell’orgoglio neroverde. Il popolo teatino ha dato spettacolo sugli spalti. Da tanto, troppo tempo non si rivedeva tanta gente allo stadio.
Nell’ultima partita interna contro la Jesina, all’Angelini c’erano 38 paganti. Ieri, al termine di una giornata che non ha visto scendere in campo la squadra dopo il fallimento, in curva Volpi c’erano 500 tifosi. Cori contro l’ex presidente Walter Bellia, ritenuto dalla tifoseria il principale responsabile dell’attuale situazione societaria. Vola qualche insulto anche per Mauro Giacomini, attuale rappresentante della società.
In curva, oltre a una delegazione di ultrà del Monopoli, gemellati con quelli teatini, ci sono anche le ragazze del Chieti femminile che militano in serie A.
«La sofferenza è la nostra essenza, avanti Teate risorgi!», è uno degli striscioni esposti dai tifosi. L’altro campeggia fuori dallo stadio: «L’Abruzzo intero festeggia e gode per il nostro fallimento, poveri illusi torneremo presto a essere il vostro tormento!». Non sono mancati momenti di goliardia. Alcuni tifosi hanno sfidato il gelo a torso nudo. Tutta la curva, poi, ha simulato l’esultanza di un gol. Alla fine della manifestazione, i rappresentanti del tifo organizzato Ottantanove Mai Domi hanno chiesto trasparenza e chiarezza a chi il prossimo anno gestirà le sorti della Chieti calcio. «Nessuno più dovrà lucrare sulla nostra passione», dicono con fermezza i ragazzi della curva. «Siamo più vivi che mai e pronti a ripartire con lo stesso entusiasmo di sempre». Dai 500 della curva Volpi è partito un segnale chiaro: Chieti ha voglia di calcio e di persone serie e credibili alla guida della società.
Giammarco Giardini
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