Chieti, tutti contro Di Giovanni

Tre dirigenti si dimettono: «C’è poca chiarezza». Il patron resta solo. Lo Spoltore vince e va ai play off
CHIETI. Nel giorno della festa del Chieti prevalgono le motivazioni dello Spoltore che conquista i play off violando (2-3) con merito lo stadio Angelini al termine di una gara la cui immediata vigilia è stata caratterizzata dalle dimissioni dei dirigenti Bruno Di Iorio, Jonathan Basile e Massimo Reale i quali, in un comunicato (a firma anche dell’ex dg Pollio, esonerato mesi fa da Di Giovanni), parlano di una «scarsa chiarezza gestionale che ha minato l’armonia del gruppo», di «calciatori encomiabili ma abbandonati e mortificati nelle loro spettanze» nonché di un «passato ignoto e di un futuro a dir poco nebuloso». Il tutto dopo che in mattinata i giocatori sono andati dai dirigenti dimissionari per avere garanzie sulle spettanze arretrate e dopo la presa di posizione, da parte degli ultrà neroverdi, nei confronti del presidente Filippo Di Giovanni: «Il suo tempo, quello di una gestione totalmente inadeguata, è finito», ribadiscono i tifosi. «Ora c’è da tutelare, da improvvisazione e dilettantismo, un patrimonio cittadino. Chiediamo pertanto serietà e progetti per un futuro importante».
Queste le premesse dell’ultima apparizione stagionale, intanto si va in campo con la formazione di Lucarelli che appare intenzionata a chiudere in bellezza. Cinque minuti, Rodia conclude con una perentoria girata una buona combinazione e lo Spoltore si vede costretto a fare la partita. Ma il primo tempo, caratterizzato da una supremazia territoriale ospite, si chiude senza sussulti mentre, in avvio di ripresa, le iniziative dei ragazzi di Ronci appaiono subito più determinate. Puntuale, arriva il gol del pari da parte di Grassi, protagonista di una iniziativa sulla sinistra, quasi scontato che le maggiori motivazioni degli azulgrana portino ad uno sbilanciamento della gara nella metà campo teatina dove un buon fraseggio libera Balsalobre davanti a Salvatore, superato da un calibrato pallonetto.
Fa molto caldo, sostituzioni su entrambi i fronti, ora è però il Chieti che non ci sta a chiudere con una sconfitta davanti al pubblico amico e riprende a puntare verso D’Ettorre il quale non può far nulla per evitare, da distanza ravvicinata, la doppietta di un vivace Rodia. Giochi fatti ? No, perché lo Spoltore ha ancora qualche energia da spendere per provarci ancora. Gobbo si libera in area, palla alle spalle di Salvatore e gran festa sulla panchina ospite. Ma c’è festa, al triplice fischio finale, anche sotto la curva neroverde con i giocatori a rispondere agli applausi dei propri sostenitori prima di consegnare agli archivi una stagione che riporta, appunto, il Chieti in serie D grazie ad una perentoria rimonta alla quale fa riferimento, negli spogliatoi, il tecnico Alessandro Lucarelli. «Quando sono arrivato eravamo a nove punti dalla vetta e abbiamo vinto il campionato con due turni di anticipo. Non posso quindi che complimentarmi con la mia squadra che, in questa occasione, dove ho anche dato spazio a chi aveva giocato poco, ha sicuramente risentito del fatto che negli ultimi venti giorni ci si è allenati poco e, magari, con un forse inevitabile senso di appagamento». “Meritiamo di più” il coro conclusivo dei tifosi teatini mentre il presidente Di Giovanni abbandona lo stadio prima del termine della gara. Come dire che la festa è da tempo alle spalle e si annunciano sviluppi, più o meno a breve, di una situazione davvero ingarbugliata.
Giuseppe Rendine
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