Chieti, volano gli stracci in società

19 Marzo 2019

Via il dg Pollio: «Fin quando sono servito...». Di Giovanni: «Troppe divergenze»

In contemporanea col successo (a Sambuceto) che potrebbe valere una stagione, il Chieti Calcio si ritrova a fare i conti con le frizioni tra il suo presidente Filippo Di Giovanni ed il dg Cristian Pollio. I due sono infatti ai ferri corti. Un dissidio emerso a seguito della decisione, comunicata domenica sera, di sollevare dall'incarico lo stesso Pollio. «Mi assumo», precisa il presidente Di Giovanni, «la piena responsabilità di tale scelta. Tanto dolorosa, visto il fattivo contributo dato da Cristian, quanto inevitabile, alla luce delle recenti divergenze circa la gestione del club». Anche un po' rischiosa, a questo punto della stagione. «Potrebbe sembrare così ma è l'esatto contrario», replica il patron neroverde, «perchè trascinare avanti la questione, evitando di risolverla, avrebbe semmai tolto ulteriore serenità all'ambiente. Se così non fosse, avrei atteso il termine del campionato. Del resto», prosegue Di Giovanni, «che tra noi non ci fosse più sintonia era cosa nota a molti, ed essendo abituato a parlare in maniera schietta, ho ritenuto opportuno risolverla una volta per tutte. Pollio, che lamenta (in una lunga lettera pubblicata sui social, ndc) di non aver potuto parlare a fine gara, per fare i complimenti alla squadra, era però a conoscenza già da un paio di settimane che gli unici deputati a rilasciare dichiarazioni ai media fossimo io ed il tecnico Lucarelli, per cui mi stupisce la sua sorpresa. Quanto all'ingresso di futuri soci, da lui ventilato (a Rete 8 domenica sera, ndc), non me ne ha mai svelato l'identità. Sono il primo a sostenere che con una categoria economicamente impegnativa come la D, le porte del club debbano essere aperte a chiunque voglia dare una mano, ma Chieti, anche nel recente passato, è stata spesso terra di conquista per avventurieri, per poi pagarne a caro prezzo le conseguenze. Di qui la scelta di fare un passo alla volta».
Immediata la replica dell'ex dg neroverde: «Sono nel calcio da più tempo di Filippo», sottolinea Pollio, «e anche per il ruolo professionale che ricopro, mai mi sarei sognato di proporre gente dalla dubbia solidità economica. Quanto poi al mio contributo, oltre a non percepire alcun compenso per il ruolo svolto, sono stato proprio io ad ottemperare, in qualità di sponsor, a tutti gli oneri finanziari d'inizio stagione, compresa l'iscrizione al campionato. Senza contare gli sponsor di livello, portati in dote andando ben al di là delle mie competenze. Ed è questa la cosa che più mi ha ferito: finché procuravo risorse ero considerato una sorta di dg socio, per poi essere relegato a dg dipendente, e come tale esonerabile, nel momento in cui, per le divergenze programmatiche già esposte, ho fatto presente al presidente di non volermi più impegnare economicamente nel progetto». Tra i motivi alla base della scelta di non farlo parlare ci sarebbero alcune sue esternazioni polemiche post gara e un scarso feeling con lo spogliatoio: «Ho sempre cercato», la chiosa di Pollio, «di spronare la squadra a dare il meglio di sé. Quanto poi ai miei rapporti con i giocatori, la conferma di un legame mai incrinato è data dai tanti messaggi di solidarietà da loro ricevuti in queste ore».
Stefano De Cristofaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA