Chris: «Il Giro non è finito, però 3’ sono tanti»

20 Maggio 2018

Il vincitore di tappa: «Quando ho visto un Babbo Natale sul percorso pensavo di avere le allucinazioni»

MONTE ZONCOLAN (UDINE). Chris Froome risorge sullo Zoncolan, le sue ferite per la doppia caduta dei giorni scorsi si rimarginano in un colpo solo e il suo “frullatore” ricomincia improvvisamente a funzionare. Nel 2010, quando vinse Ivan Basso, da queste parti arrivò con mezz'ora di ritardo, ieri ha fatto la differenza, mulinando come da tempo non gli capitava. E vincendo. Il Giro speaks in English, con una spruzzata di Kenia, l'Italia è solo Pozzovivo, 35 anni e una carriera non lunghissima davanti. «Sono contento per la vittoria dopo giorni molto difficili. Ma sono realistico, perché ancora ho 3' da recuperare», le parole di Froome. «Yates sta disputando un Giro incredibile, mi è arrivato molto vicino. Lui è esplosivo e temevo che nel finale mi avrebbe ripreso. Invece, è stato bellissimo girarsi e vedere che non c'era nessuno dietro». La salita dello Zoncolan lo ha stregato, dopo averla provata alcune settimane addietro. «La gente era tantissima e, quando ho visto un tizio vestito da Babbo Natale, ho pensato di avere le allucinazioni», scherza il capitano della Sky . «Non ho mai pensato di abbandonare la corsa, ma vincerla sarà problematico per me. Io darò il massimo fino a Roma, ma, da avversari come Dumoulin e Yates, puoi davvero aspettarti di tutto. Però, il Giro non è finito». Infine, un messaggio a Harry e Meghan, nel giorno del Royal wedding: «Faccio a loro i miei migliori auguri nel giorno più bello. Sono contento per loro». Da una “frullata” a una pedalata più british. Simon Yates è apparso per la prima volta molto provato dopo l'arrivo, arrivando a sedersi a terra per riprendere fiato. La sua rincorsa al connazionale non ha avuto gli effetti sperati. «Sono felice a metà», ammette la maglia rosa. «Ho provato a riprendere Chris per la vittoria di tappa, ma è stato difficile il finale. Ogni secondo guadagnato su Tom e il resto dei rivali è buono. Il gap è stato limitato tra corridori. Sono contento per la prestazione».
«Conoscevo questa salita», le parole di Domenico Pozzovivo, terzo e unico italiano in lizza, «sapevo che non perdona e che bisogna centellinare ogni scatto. Ho cercato di gestire, cercando di salire forte negli ultimi 2 chilometri. Froome è stato bravo ed è andato forte. Se continuo così può essere l'anno giusto per il podio, anche se cercherò di vincere almeno una tappa».