Ciccone: bello tornare a casa, non sono al top della forma

INVIATO A ROCCARASO. Infreddolito e stremato. Giulio Ciccone era uno dei più attesi della tappa con arrivo all’Aremogna. Il 25enne corridore di Chieti è stato il più applaudito insieme Dario Cataldo,...
INVIATO A ROCCARASO. Infreddolito e stremato. Giulio Ciccone era uno dei più attesi della tappa con arrivo all’Aremogna. Il 25enne corridore di Chieti è stato il più applaudito insieme Dario Cataldo, il veterano del Giro, ora alla Movistar, nato e cresciuto a Miglianico. «Sono infreddolito, ma sto bene», sorride Ciccone ai microfoni di Rai 2, subito dopo aver tagliato il traguardo. «È stata una tappa molto fredda, ma è stato bello attraversare le strade di casa, soprattutto nella prima parte della frazione. La seconda parte non era vicinissima a casa mia (vive a Brecciarola di Chieti, ndr), ma la conoscevo abbastanza bene».
Il corridore della Trek-Segafredo è tornato in bici dopo aver contratto e sconfitto il coronavirus. «A livello di condizione il Covid mi ha tolto praticamente tutto», racconta il corridore abruzzese. «Ho fatto 16 giorni fermo casa e sono stato anche sfortunato perché ho avuto dei sintomi per una settimana e mi sono trovato per terra in tutti i sensi».
Ha stretto i denti e alla fine si è presentato al via. «Volevo essere al Giro d’Italia, per aiutare il mio capitano Nibali e per non perdere il feeling con le gare. Ho fatto fatica, molta, però sono contentissimo di esserci». Ciccone dopo aver contratto e sconfitto il Covid, commenta la positività di Yates. «Mi sono messo nei suoi panni», osserva, «so cosa vuol dire per chi fa questo mestiere. Nei primi arrivi in salita aveva avuto un po’ di problemi, si staccava da tanti corridori e ho pensato alle sensazioni che avevo avuto nei primi giorni di virus. Gli auguro di guarire presto e di tornare in forma». I tifosi, soprattutto quelli abruzzesi, non vedono l’ora di esultare per una vittoria di Ciccone, che in carriera ha già conquistato tre tappe al Giro. «A livello di condizione sono a meno del 70%», racconta il 25enne teatino, «ma ora sembra che tutto stia andando per il meglio. La speranza è che nell’ultima settimana possa tornare nel mio solito range di potenza ed essere un uomo in più per Nibali».
Il corridore della Trek, infatti, oltre che puntare a qualche vittoria di tappa, dovrà aiutare Vincenzo Nibali a vincere il Giro d’Italia, anche se ieri ha perso qualche secondo in classifica generale da Wilco Kelderman e Jakob Fuglsang: «Vincenzo (Nibali, ndr) lo vedo bene, sereno come sempre», afferma Ciccone prima di tornare sull’autobus della Trek. «Fuori dalla bici non lo vedo mai preoccupato, anche in bici è molto lucido. Cerchiamo di stargli accanto il più possibile e di metterlo nelle migliori condizioni possibili», conclude Ciccone, che spera di piazzare il colpo nell’ultima settimana della corsa.
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