Ciccone centra l’impresa: «La mia vittoria più bella»

Il teatino stacca tutti: «Io bravo a reagire dopo la delusione del Blockhaus»
COGNE. Finalmente Giulio Ciccone! Uno, due, tre scatti e via da solo verso il traguardo di Cogne a dare un calcio a quella sfortuna che tante volte lo aveva limitato. Un successo in solitaria alla Giulio Ciccone che sulla salita finale ha tolto di ruota a suon di attacchi Carty e Buitrago per arrivare a braccia alzate e riassaporare il gusto della vittoria al Giro.
Tris rosa. E’ la terza vittoria nella corsa rosa dopo Sestola e Ponte Di Legno. Ma questa ha un sapore speciale. «E’ la vittoria più bella per me», ha detto il corridore teatino, «perché la prima ero giovanissimo a Sestola ed è arrivata a sorpresa. Sul Mortirolo ero fortissimo, stavo sempre davanti ed era nell’aria. Questa, invece, vale tanto perché non riuscivo a sbloccarmi, ero in difficoltà e cercavo una giornata speciale per rilanciarmi. Le mie lacrime? C’è tutto. Perché ho vissuto momenti non felici; al Giro avevo vinto ma confermarsi non è mai facile. Il pubblico e i tifosi si aspettavano tanto da me e io volevo ripagarli ma non ci riuscivo. Dietro a quel pianto c’è un po’ tutto questo».
La tappa. Dopo le fatiche di sabato pronti via subito uno spavento per Yates e Carapaz che finiscono a terra, ma non ci saranno problemi, Nasce una fuga con 27 corridori e si capisce subito che l’azione è quella giusta. C’è Ciccone con il compagno Mollema, ci sono Van Der Poel, Rui Costa, Carty e Buitrago. Van der Poel con Bouwman prova ad anticipare, ma la gamba di Cicocne è talmente superiore che sulla salita di Verrogne fraziona il gruppetto e si riporta davanti. Verso Cogne è un tripudio: ad ogni scatto salta un avversario e Ciccone si invola da solo. E quei chilometri finali saranno per sempre chiusi nel cassetto che custodisce i suoi ricordi più belli. «I miei scatti facevano male? Li ho fatti per quello, quando sto bene Giulio Ciccone è così. E’ un punto di ripartenza? Penso di sì, ho avuto un blocco, tanti hanno parlato di testa, ma non era così. Ho avuto tanti problemi fisici tra antibiotici e bronchite. Sapevo dentro di me che potevo essere competitivo, ma, purtroppo, succedeva sempre qualcosa. Ma io ci ho sempre creduto».
Il Blockhaus. A Ciccone viene fatto notare quanto fosse difficile cancellare le amarezze che la sua montagna gli ha portato. «Tutto vero. Dopo il Blockhaus è stata una bella mazzata. Sapevo di non stare bene e non è stata una sorpresa ma mettetevi nei miei panni. Corro in casa, il giorno di riposo sempre in Abruzzo con l’affetto dei miei tifosi. Insomma è stata dura e brutta. Ho cercato di aggrapparmi alle mie capacità, sapevo che arrivavano le occasioni perché ho le gambe giuste. E sono stato bravo a met-terle in evidenza.
Le critiche. A Ciccone non sono sfuggite le tante critiche ricevute e si leva un sassolino dalla scarpa. «In tanti mi hanno criticato e lo accetto. Ultimamente si era un po’ esagerato, ma nessun problema mi sono aggrappato alle mie qualità, al mio lavoro e alla mia famiglia. Certo, c’è chi ha detto Ciccone è finito, ma per fortuna ho dato ascolto a chi mi ha detto le cose belle e giuste».
Il paragone con Nibali. Basta una vittoria di prestigio che torna forte il paragone con Vincenzo Nibali e con il peso dell’eredità che lascia lo Squalo. Ma alla domanda Ciccone risponde con eleganza. «Il paragone con Nibali? E’ forte, ed è una responsabilità grande. Sono convinto che non mi manca nulla per poter essere competitivo, ma quello che ha vinto Vincenzo è davvero irraggiungibile. Ma ci sono dei fattori che non puoi controllare perché dopo il 2019 non me ne è andata bene una».
Cadute e sfortuna. «Fare classifica al Giro? L’anno scorso la sfortuna ha deciso per me. Ero sempre con i primi poi a Sega di Ala sono caduto e mi sono ritirato quando ero vicino alla top five. Poi sono andato alla Vuelta ed ero in crescita, ma un’altra caduta mi ha tagliato fuori. Quest’anno volevo riprovare a preparare il Giro per guardare alla classifica, ma dalla Tirreno in poi è stato un calvario tra Covid e bronchite».
Mille pensieri. Quando vinci e sai di aver vinto anche quando mancano alcuni chilometri al traguardo ti puoi godere il momento e pensare alle cose più belle. Ma Ciccone sorprende. «Ho pensato a tal-mente tante cose che ora non me lo ricordo…».
Ciccone e Totti. Forse Giulio avrà pensato al video messaggio che gli ha mandato Francesco Totti di cui Ciccone è tifosissimo. «Devi vincere una tappa? Mica una sola mi raccomando» ha detto l’ex 10 della Roma. E per fare quello che ha detto Totti ci sono ancora tante occasioni. Come il tanto amato Mortirolo domani dopo il giorno di riposo. «Adesso che è arrivata la vittoria anche come squadra siamo più liberi. Abbiamo avuto tanti giorni la maglia rosa e vi assicuro che siamo fortissimi. Se la mia condizione resta questa dopo il riposo ci divertiremo e io di sicuro ci riproverò».
In classifica generale non è cambiato nulla. Carapaz resta in rosa davanti a Hindley e Almeida. Oggi riposo.
Enrico Giancarli

