Cinque sostituzioni? La C sa come si fa

29 Aprile 2020

Il Teramo in 13 occasioni su 30 ha effettuato tutti i cambi a disposizione

TERAMO. L'idea di estendere le cinque sostituzioni in serie A e B, se si dovesse tornare in campo, è già ben radicata in serie C e nei dilettanti da tre stagioni. Il primo campionato professionistico italiano ad introdurre i cinque cambi è stato la Lega Pro, che ha modificato il regolamento nel 2017-2018. In serie C, per evitare perdite di tempo, i cinque cambi possono essere effettuati al massimo in tre interruzioni di gioco e all'intervallo. In serie D, invece, le cinque sostituzioni possono essere richieste anche una alla volta e in qualsiasi momento. In questa stagione il Teramo ha fatto ricorso alla possibilità di effettuare i cinque cambi in 13 delle 30 partite giocate fino all'8 marzo, giorno della sospensione del campionato per l'emergenza coronavirus. Non ci sono stati particolari giovamenti per i biancorossi, sconfitti in 7 occasioni su 13 (contro Catanzaro, Avellino, Picerno, Reggina e Cavese e nelle due gare con il Monopoli) e vincenti soltanto in 5 partite (contro Sicula Leonzio, Cavese, Paganese, Virtus Francavilla e Rende). Attingere di più dalla panchina è però una carta importante per le rose più numerose, come dimostra l'ampio ricorso alle cinque sostituzioni fatto dalle corazzate della Lega Pro come Monza, Vicenza, Reggina e Bari.
Rebus serie C. Si avvicina il momento delle decisioni. Le possibilità di una ripartenza, in serie C, sono sempre più remote, e molti presidenti (tra i quali il patron del Teramo Franco Iachini) spingono per chiudere il sipario su questo campionato e reclamano una riforma della categoria e aiuti economici per il futuro. L'assemblea delle società di Lega Pro è stata posticipata dal 4 al 7 maggio e precederà di un giorno la riunione del consiglio federale, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospendere definitivamente il campionato di C e sui criteri di promozione e retrocessione che verranno individuati dai club di terza serie. Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli ha ribadito che a rendere problematica un'eventuale ripresa degli allenamenti e della stagione sono soprattutto le enormi difficoltà legate all'attuazione del protocollo redatto dalla commissione medico scientifica della Figc. «Il protocollo va seguito rigorosamente», ha detto Ghirelli, «perché ci sia il minor pericolo possibile di contagio del virus. Ci sono, però, dei problemi che ci riguardano: sulle strutture mediche, visto che noi abbiamo dei medici volontari, e sui centri sportivi, poichè le nostre società non ne hanno di così attrezzati da poter gestire i propri atleti nel corso delle tre settimane di cui parla il protocollo. Dobbiamo procrastinare il rientro in campo senza bypassare il protocollo, ma dobbiamo augurarci che il virus perda la virulenza che ha in questo momento. Stiamo poi lavorando sulla crisi e su come risolverla. Quando faremo l'assemblea del 7 maggio disegneremo anche le prime linee del nostro piano strategico».
I giocatori del Teramo, nel frattempo, continuano a svolgere gli allenamenti a distanza nelle rispettive abitazioni. E' invece tutto fermo per quanto riguarda la programmazione del futuro: la società inizierà a discuterne appena sarà definito con certezza l'esito di questa tormentata stagione.
Gaetano Lombardino
©RIPRODUZIONE RISERVATA.