Cocco avvisa: «Voglio giocare con continuità»

L’attaccante ha un altro anno di contratto con il Delfino: «Non so se resto, devo parlare con la società»
PESCARA. L’infortunio è ormai alle spalle e Andrea Cocco non vede l’ora di tornare al top della forma. Il 32enne attaccante sardo ha un alto anno di contratto con il Pescara, ma il suo futuro è incerto. «Parlerò con la società e insieme vedremo cosa fare», dice Cocco, «di sicuro mi piacerebbe avere spazio. L’ultima per me è stata un’annata di transizione dopo l’operazione al ginocchio. Ora sto bene, ma per tornare al massimo ho bisogno di giocare. Per questo dovrò decidere quale potrà essere la soluzione migliore».
Poco più di un anno fa, quando veste la maglia del Cesena, nel corso del match contro il Novara Cocco è vittima di un grave infortunio: lesione del legamento crociato anteriore e del menisco esterno del ginocchio destro. Dopo l’intervento al ginocchio e una lunga riabilitazione, il centravanti torna in campo con la Primavera del Pescara il 25 novembre contro il Palermo. Poi un’altra gara con i giovani biancazzurri a Benevento.
Due partite e due gol per ritrovare confidenza con il campo. Ma per una gara con la prima squadra, la punta cagliaritana deve attendere altri due mesi. Il 3 febbraio scorso, Zdenek Zeman lo fa entrare a Frosinone nell’ultimo quarto d’ora di gioco. Quella resta l’unica apparizione di Cocco alle dipendenze del tecnico boemo che, dopo la gara di Cittadella, viene esonerato. In seguito altri due spezzoni nella gestione di Massimo Epifani e altrettanti con Bepi Pillon. «Non ho avuto tante occasioni perché la convalescenza è stata lunga. A novembre ero pronto, ma nei mesi successivi ho sempre avuto qualche acciacco. Ora sto bene e sono pronto a ricominciare». Anche la squadra ha vissuto una stagione di grande sofferenza. «Abbiamo avuto un sacco di problemi e per fortuna alla fine siamo riusciti a salvarci. Nel girone di andata non riuscivamo a fare quello che ci chiedeva Zeman. Eppure, al contrario di quello che si dice, il suo calcio non è poi così complicato. Ci è mancata un po’ di convinzione e alcuni risultati negativi hanno condizionato il nostro rendimento. Se avessimo vinto le due o tre partite che meritavamo, forse il nostro percorso sarebbe stato diverso». Dopo l’addio di Zeman, altri due allenatori si sono seduti sulla panchina biancazzurra. «Epifani ha avuto la sfortuna di prendere in mano la squadra in un periodo difficilissimo e anche noi eravamo mentalmente abbattuti. Poi è arrivato Pillon che ha restituito serenità e certezze riproponendo il modulo 4-3-3. E la compattezza dello spogliatoio si è rivelata fondamentale per raggiungere l’obiettivo». Cocco non ha smesso di allenarsi. Nella sua splendida Sardegna, continua a sudare per farsi ritrovare pronto alla ripresa della preparazione. Ma il suo futuro sembra essere lontano da Pescara. (g.t.)
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