Cocco: felice per i gol, ma guai a esaltarci

L’attaccante: «Non ho nessuna rivincita da prendermi, bisogna evitare voli pindarici. Ora sto bene e i risultati si vedono»
PESCARA. Stavolta non ha avvertito la necessità di scalciare un tabellone pubblicitario, come accadde il 16 gennaio del 2016. L’avversario era sempre il Livorno e alla 22ª giornata di campionato, Andrea Cocco sfogò tutta la sua rabbia dopo aver realizzato il suo primo gol con il Pescara. E quella rete, fino a ieri, era l’unica realizzata con la maglia biancazzurra. Evidentemente i toscani gli portano fortuna. «Sono molto contento, per un attaccante è sempre importante trovare la via del gol», afferma Cocco, «ma lo sono di più per i tre punti conquistati contro una buona squadra. Il Livorno mi porta bene, ne parlavo anche con i compagni negli spogliatoi a fine gara». Due anni e mezzo fa il Delfino vinse con lo stesso punteggio (2-1) e sempre con due rigori (l’altro lo trasformò Gianluca Caprari) e l’attaccante sardo festeggiò con quella esultanza rabbiosa.
Ieri, invece, ha gioito serenamente per la doppietta che regalato la prima vittoria stagionale al Pescara. I tempi sono cambiati, ora Andrea è al centro del progetto, anche se all’inizio del mercato il suo nome era inserito nell’elenco dei partenti. «In estate sono girate tante voci, ma io ho pensato solo a lavorare per presentarmi in ritiro in buone condizioni fisiche», ribatte il centravanti cagliaritano. «Le due reti sono il risultato di quello che ho seminato in questi due mesi. A ciò va aggiunta la fiducia dei miei compagni e dell’allenatore. Non devo prendermi nessuna rivincita, voglio solo stare bene e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi».
Un pareggio nell’insidiosa trasferta di Cremona e un successo casalingo contro il Livorno. Il Pescara muove i primi passi importanti in classifica con il pubblico che ha sottolineato con applausi scroscianti una discreta prestazione. Al termine del match, i tifosi della Nord hanno chiamato la squadra sotto la curva. «Dobbiamo scendere in campo sempre con questo spirito. I tifosi ci hanno aiutato e noi siamo stati bravi a stringere i denti, soprattutto nel secondo tempo quando i nostri avversari hanno cercato in tutti i modi di pareggiare mettendoci un po’ in difficoltà. Ora non dobbiamo esaltarci, bisogna evitare voli pindarici e continuare a lavorare duramente». Nel precampionato si è discusso molto sul dualismo con Monachello, ma poi Pillon ha assegnato la maglia da titolare a Cocco. «Ora sto giocando, ma qui nessuno ha il posto assicurato. Pillon tratta tutti alla stessa maniera e ci sarà spazio anche per gli altri. Questo è un gruppo molto unito, lo si era visto già durante il ritiro ora si nota anche nel corso delle partite». In settimana si era parlato della necessità di far arrivare in area avversaria un maggiore numero di cross rispetto alla gara di Cremona. Balzano e Del Grosso ce l’hanno messa tutta, però pochi palloni sono caduti sulla testa del centravanti. «No, ci sono stati parecchi traversoni, ma non era facile trovare spazio perché il Livorno aveva tre difensori centrali. In ogni caso, sono convinto che prima o poi arriverà anche il gol su un cross dei terzini. Con Balzano, Del Grosso e Ciofani non mi posso lamentare». La trasformazione del primo rigore è stata impeccabile, mentre quella del secondo ha fatto palpitare il cuore dei tifosi. Il portiere del Livorno, Mazzoni, ha intuito la traiettoria e per poco non è riuscito ad evitare il raddoppio. «Sì, sul primo penalty il pallone è andato dritto in rete, mentre il secondo non l’ho calciato benissimo. Quando ti presenti sul dischetto dopo pochi minuti non sai mai cosa fa il portiere. Per fortuna è andata bene, dedico la doppietta a mia figlia Gaia».
Il campionato di B si fermerà per gli impegni delle Nazionali e il Delfino tornerà in campo il 15 settembre a Brescia. «Da un lato la sosta non ci voleva perché quattro punti collezionati nelle prime due partite sono un discreto bottino. Tuttavia, riflettendoci, fermarsi dopo un pareggio e una vittoria non è poi così deleterio».
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