Coda: sto bene, non vedo l’ora di ricominciare

9 Luglio 2016

Il difensore frenato dagli infortuni: «L’entusiasmo dei tifosi ci aiuterà a conquistare la salvezza»

PESCARA. Ha fatto una comparsata nell’universo biancazzurro, verso febbraio-marzo, ma Andrea Coda potrebbe essere davvero un rinforzo già fatto in casa per il Pescara neopromosso in serie A. Sì, perché lui la categoria la conosce bene, avendo collezionato oltre 150 presenze nella massima serie. In biancazzurro è arrivato negli ultimi giorni del mercato di gennaio, dalla Sampdoria. Ma l’impatto non è stato dei migliori vuoi per un problema alle costole rimediato all’esordio a Salerno vuoi per lo strappo muscolare che lo ha costretto a chiudere la stagione in infermeria. Appena tre presenze nel Pescara di Oddo che ha conquistato la promozione. Ma ora Andrea Coda sta bene. «Non vedo l’ora, veramente non sto nella pelle», racconta il difensore di Massa che ha avuto una carriera martoriata dagli infortuni. «Ho tanta voglia di tornare nel gruppo e di giocare in serie A. Io al Pescara sono riconoscente, perché mi ha voluto quando ero in fase di rilancio dall’ultimo crociato. Mi ha mostrato fiducia quando ancora ero sulla via della completa guarigione. E poi devo ricambiare il regalo che mi hanno fatto i compagni, i quali mi hanno subito riportato in A». Coda ha pagato dazio alla sfortuna. «Lo dico spesso a mia madre: “I crociati non me li hai fatti bene, ma ci ha pensato il professor Mariani ad aggiustarmeli”. Credo e spero di essere uscito fuori dall’incubo, da un tunnel infernale che mi ha fatto maturare molto sul piano caratteriale». Nell’organico biancazzurro è uno dei più esperti a livello di serie A. «Probabilmente è così, ma lo spirito con il quale mi accingo a ripartire è diverso: voglio essere d’aiuto al gruppo, possibilmente in mezzo al campo. Negli ultimi mesi ho cercato di dare una mano parlando molto con i ragazzi, provando a essere positivo e costruttivo nello spogliatoio visto che ero infortunato». Lo strappo è ormai alle spalle. «Tutto ok, gli esami sono stati rassicuranti già prima di fare le vacanze». Nel frattempo si è goduto la festa promozione. «Che spettacolo ragazzi! Ho fatto anche le coppe europee a Udine, ma l’entusiasmo che ho respirato a pieni polmoni a Pescara non l’ho trovato da nessun’altra parte. Bellissimo. Già me l’immagino lo stadio con 15-20mila spettatori nella prossima stagione, sarà per noi un’arma in più sulla strada verso la salvezza». Un obiettivo chiaro sin dalla partenza: «La salvezza, certo. Da conquistare all’ultimo minuto dell’ultima giornata oppure prima, non importa! Ma è quello il nostro paradiso calcistico. Ripartiremo sulle ali dell’entusiasmo con una tifoseria che è calorosa e affettuosa. E che certo non te le manda a dire quando le cose non vanno bene. L’ho toccata con mano nel periodo in cui i risultati non arrivavano nell’ultima stagione. Ha criticato certo, ma ha sempre incoraggiato la squadra. E’ stata sempre positiva». Infine, un ricordo. «Avevo giocato a Pescara nel 2004 con l’Empoli, ma non mi ricordavo una piazza così passionale. Bene così, non vedo l’ora di ricominciare».

Appuntamento a lunedì.

@roccocoletti1

©RIPRODUZIONE RISERVATA