Coen indica l’errore: Teate, qualificazione persa in gara due

Il tecnico: «Purtroppo i dettagli ci hanno penalizzato» Gialloreto: abbiamo riportato interesse attorno alla squadra
CHIETI. «Abbiamo dovuto fare i conti con una squadra forte, dotata di fisicità ed esperienza, che sta peraltro attraversando un ottimo periodo. Non ho molto da rimproverare, quindi, alla mia squadra, a parte, forse, un netto calo di tensione in gara 3». Ma anche per Piero Coen, tecnico della Teate, la sconfitta di domenica al PalaSilvestri di Salerno è di quelle difficili da metabolizzare: «Premesso che a decidere la serie credo sia stato lo stop interno di gara 2, nell’ultima partita abbiamo fornito davvero una grande prestazione. Sia dal punto di vista tecnico che caratteriale, riuscendo a condurre per alcuni tratti e rimanendo in partita fino a due minuti dal termine quando, senza nulla togliere ai meriti e al valore dell’avversario, Salerno ha trovato soluzioni di tiro incredibili».
Per una squadra partita con il solo proposito di far bene attorno ad una nuova società e che poi ha conquistato l’accesso ai play off con una autorità allungata anche nella prima serie con la Luiss Roma, l’evolversi della situazione, con l’eliminazione della Juve Caserta, capolista del girone D, aveva proposto l’opportunità di accedere alla final four di Montecatini mantenendo inviolato il parquet del PalaTricalle. Ma le cose sono andate diversamente. «Perché i play off sono un campionato a parte», conclude Coen. «Si gioca ogni due-tre giorni, c’è una grande tensione emotiva e ogni particolare può fare la differenza. Conta l’abitudine a giocare gare di questo tipo, contano le condizioni fisiche del momento e, ad esempio, anche il violento attacco influenzale che ha debilitato Radonjic alla vigilia della serie non ci ha certo aiutato».
Tanta amarezza nelle parole del capitano Fabrizio Gialloreto, teatino doc, protagonista di una prova superlativa in terra campana: «Onore a Salerno, ma la serie dovevamo metterla sui giusti binari in gara 2. L’inerzia di queste partite è destinata spesso a cambiare ogni cinque minuti, conta parecchio l’esperienza, poteva andare diversamente ma ci siamo comunque confrontati con una formazione forte e determinata. Peccato. E’ stata, in ogni caso, una bella stagione e aver riportato interesse intorno a questa realtà, con duemila persone al PalaTricalle, resta un ottimo risultato».
Si guarda, ovviamente, al futuro. E il presidente Gabriele Marchesani riparte proprio dagli aspetti positivi: «Ringrazio ancora i nostri tifosi comprendendo la delusione del momento. Non si puntava a vincere questo campionato, ma, poi, strada facendo, anche attraverso l’ottimo lavoro di coach Coen e la situazione che si era creata nei play off, è inutile dire che un pensiero era stato fatto. E’ andata così, ma la società è solida e ben strutturata, pronta a rilanciare la propria sfida per raggiungere gli obiettivi che una piazza appassionata come quella di Chieti merita sicuramente».
Giuseppe Rendine
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