Colavitto spegne i fischi: «Noi grande squadra»

Il tecnico ospite Di Meo torna da ex: «Qui mi sento a casa. L’estate scorsa qualcuno mi voleva, altri no»
VASTO. Ieri, per la prima volta, anche se solo da una parte dello stadio, la Vastese è stata fischiata. Non era mai successo finora. Fischi che Gianluca Colavitto non ha gradito. E, nonostante il filo voce, lo dice chiaramente. «Mi dispiace per i miei ragazzi», ha detto il tecnico, « perché a mio avviso hanno fatto un’ottima partita, dando tutto dall’inizio alla fine. Mi dispiace perché io ho visto una grande Vastese. Forse andrò controcorrente, ma lo penso davvero. Non ho nulla da rimproverare alla squadra: ha tenuto il pallino del gioco concedendo solo una vera occasione agli avversari. Che doveva fare di più? Il San Marino è una squadra di livello, si è rinforzata. Da qui alla fine della stagione perderà poche partite. Noi abbiamo avuto una settimana tribolata, ma sul campo abbiamo dato tutto. Forse c’è mancata un po’ di lucidità negli ultimi sedici metri, ma a livello di gioco e di possesso palla abbiamo fatto il massimo. Ripeto, ai ragazzi non ho nulla da rimproverare».
Il presidente Franco Bolami, seppur teso come una corda di violino, cerca di sdrammatizzare. «Un pareggio che ci può stare anche se non ci soddisfa», ha sottolineato, «perché il San Marino, a dispetto della sua attuale posizione, è squadra organizzata e temibile. È stata una partita complicata, la potevamo vincere e, allo stesso tempo, potevamo perderla. La classifica? Siamo ancora in alto, i conti siamo abituati a farli alla fine. Vedrete che lotteremo fino a maggio per la vittoria finale. Ora si tratta solo di riprendere a vincere, magari da domenica prossima. Non sarà facile, ma ce la faremo».
Molto atteso, in sala stampa, Pino Di Meo. Il tecnico pugliese si tiene stretto il punto anche se, a un certo punto, soprattutto nella seconda frazione, ha sperato nel colpaccio. «Il risultato è giusto, potevamo vincere sia noi che loro. Emozionato? Certo, qui mi sento a casa, anche se sono un professionista. I tifosi mi rimproverano l’esperienza a Chieti? Ripeto, sono un professionista, la mia carriera parla chiaro».
Alla domanda sul suo mancato arrivo a Vasto la scorsa estate, il tecnico non le manda a dire. «In società qualcuno mi voleva, qualcun altro no. Alla fine ha vinto il partito del no. Sarà per un’altra volta». E giù una risata. (g.q.)
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