Colbrelli: «Gioia immensa, ora non mi fermo»

5 Ottobre 2021

LISSONE. «Ero pieno di fango, sembravo mia moglie quando si fa la maschera di bellezza...». Il giorno dopo la storica vittoria in un'edizione della Parigi-Roubaix che lui stesso ha definito «eroica»,...

LISSONE. «Ero pieno di fango, sembravo mia moglie quando si fa la maschera di bellezza...». Il giorno dopo la storica vittoria in un'edizione della Parigi-Roubaix che lui stesso ha definito «eroica», Sonny Colbrelli ha scherzato sulle condizioni in cui ha tagliato il traguardo. Adesso che il gregario è diventato campione, entrando nella leggenda del ciclismo, c'è un motivo in più per credere nelle storie a lieto fine. La sua ha i contorni della favola che emerge dalla mota della corsa più dura e massacrante. Per festeggiare «mi sono concesso un paio hamburger e tre birre». Sgarro alla dieta meritato, dopo una gara nella quale si bruciano «un paio di chili, circa 7mila calorie». L'obiettivo per il 2022 è «vincere la Milano-Sanremo». Perché no. Del resto da quando Mario Draghi siede a Palazzo Chigi lo sport italiano via benissimo. «E allora che resti Draghi a lungo» è l'augurio. Se il premier fosse un ciclista sarebbe «un passista veloce. Come me...». Sul trono della classica delle classiche un corridore italiano non sedeva da ben 22 anni, ovvero da quella vittoria di Andrea Taffi nel 1999. Fino a 20 anni, la vita di Sonny si è divisa fra il lavoro di metalmeccanico in catena di montaggio e quello di corridore dilettante: con la bici, ottiene buoni risultati nelle corse in linea e, nel 2012, diventa professionista e con il passare degli anni ha iniziato a centrare grandi traguardi.