Colini: io difensivista? Una sciocchezza

Il tecnico del Pescara sta per affrontare la 21esima finale in carriera
NAPOLI. Il Pescara calcio a 5 ha ormai chiaro il suo destino: è il Kaos Futsal l’ultimo ostacolo che separa i biancazzurri dalla conquista del tricolore. Alla fine è passata la squadra che sulla carta aveva meno possibilità, sesta alla fine della regular season, e mai arrivata in finale, mentre è rimasta fuori la Luparense, la squadra più blasonata, capolista insieme al Pescara, e seconda sola in virtù degli scontri diretti. Un’ulteriore riprova dell’imprevedibilità di questo campionato e della assoluta necessità di non sottovalutare alcuna avversaria. Il Pescara lo sa bene, tanto che tutt’altro che agevole era stato il confronto con il Latina ai quarti di finale, e non si aspetta certo una passeggiata. Mister Colini ha ricordato che quasi mai la squadra che si piazza prima al termine della regular season è quella che poi si aggiudica il tricolore. «Solo Velasco (ex allenatore della Luparense, ndc) ce l’ha fatta, io ad oggi non ci sono ancora riuscito e ciò rappresenta uno stimolo in più per provare a sfatare questo tabù». Il tecnico romano, dal 2001 ad oggi, ha affrontato ben 21 finali, frutto di un lavoro da perfezionista e di un impegno che vanno ben oltre la semplice abilità nella tattica difensiva, con la quale viene spesso identificato: «Ancora oggi mi sento dare del catenacciaro e penso che sia una sciocchezza, ma a volte è difficile scrollarsi un’etichetta di dosso. Al contrario il mio gioco è in continua evoluzione, e soprattutto, al di là degli aspetti tattici, curo tantissimo l’aspetto mentale. Mantengo sempre un monitoraggio totale sulla mente del gruppo con cui lavoro: quotidianamente studio ogni sguardo, ogni bisbiglio, e anche in base a questi segnali imposto l’obiettivo. Così ogni partita ha una preparazione diversa, anche a livello motivazionale».(f.l.)
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