Colpo della Juventus, ma l’Inter è furiosa La Lazio vince il derby e balza al 2° posto

20 Marzo 2023

Proteste nerazzurre per un tocco di mano nell’azione della rete di Kostic. Inzaghi: «Errore arbitrale grave e inaccettabile» Sarri sorride grazie al gol di Zaccagni. Decisiva l’espulsione del giallorosso Ibanez. Negli spogliatoi lite tra Lotito e Mourinho

Il derby d'Italia si colora di bianconero. A San Siro è la Juventus a strappare tre punti pesanti nella lotta alla Champions League: nel big match contro l'Inter decide un gol di Kostic, contestato per un tocco di mano di Rabiot su cui però né l'arbitro né il Var intervengono nonostante un lungo controllo. Gli uomini di Allegri, aspettando notizie dal ricorso al Collegio di Garanzia del Coni («il 19 aprile avremo certezze», le parole del CFO Francesco Calvo nel prepartita), si portano così a -7 dalla zona Champions anche considerando la penalizzazione, centrando la seconda vittoria di fila dopo il ko contro la Roma. Non basta, invece, la soddisfazione del passaggio del turno in Champions League per raddrizzare la situazione in casa Inter, visto che per gli uomini di Inzaghi quella con i bianconeri è la nona sconfitta su 27 giornate in campionato: un ko ogni tre giornate per i nerazzurri, che si vedono sfilare il secondo posto dalla Lazio di Sarri. Davanti agli oltre 75mila di San Siro, l'Inter parte forte, dopo nemmeno due minuti destro dalla distanza di Barella che Szczesny mette in corner coi pugni. Poi la sfida si fa più tattica e viene decisa da Kostic. Vibranti le proteste nerazzurre per un presunto tocco di mano nell’azione. «Errore grave e inaccettabile», ha detto Simone Inzaghi, «il fallo di mano è netto». Piccata la replica di Allegri: «Gli episodi arbitrali vanno accettati».
La capolista a più 19. La marcia trionfale (+19 sulla seconda) del Napoli non si ferma nemmeno a Torino: i soliti Osimhen e Kvaratskhelia trascinano i partenopei e Ndombele mette la firma sul poker finale. Spalletti festeggia al Grande Torino a fortissime tinte azzurre, Juric colleziona la sua sconfitta più pesante alla guida dei granata. Partita senza storie con la capolista che continua a mantenere un ritmo insostenibile per tutti. «Si parla di demeriti delle inseguitrici, ma in realtà ha tanti meriti il Napoli», il pensiero del tecnico dei partenopei Luciano Spalletti. «Si facevano trasmissioni», ha aggiunto, «dicendo che avremmo patito il rientro dal Mondiale, invece sono state le altre ad averle subite».
Il derby è biancoceleste. Un derby della Capitale annunciato in tono minore, segnato dal gioco duro e dall'estremo nervosismo anche a gioco terminato - e non sono mancati scontri all'esterno dello stadio tra polizia e tifosi -, premia la Lazio (seconda a -19 dalla vetta) che bissa la vittoria dell'andata, anche nel punteggio di 1-0, favorita dall'ora giocata con un uomo in più per l'espulsione di Ibanez nel primo tempo. La gara conferma gli attuali limiti delle due squadre, che nonostante tutto si trovano a giocarsi un posto per la Champions. I tre punti presi da Sarri grazie alla bella rete di Zaccagni sono un bel bottino in questa caccia e il secondo posto una botta di fiducia dopo la deludente eliminazione in Conference League, mentre la Roma accusa il secondo ko di fila seguito alla vittoria sulla Juventus. All'Olimpico per lunghissimi tratti lo spettacolo scarseggia, la qualità si inchina al nervosismo, moltiplicato dopo il secondo giallo mostrato a Ibanez, alla mezz'ora. E i cartellini rossi alla fine saranno cinque, due a componenti delle panchine rivali nel finale del primo tempo e altrettanti a Marusic (lite con Mancini) e Cristante (in risposta a Luca Pellegrini) tutti protagonisti del parapiglia dopo il triplice fischio. Raggiante Maurizio Sarri: «Vittoria dedicata al popolo laziale. Avevamo in mano la partita anche prima dell’espulsione di Ibanez». E poi la stoccata a Mourinho: «Della Roma abbiamo visto molti filmati di gioco e non: sono un gruppo molto compatto, se si alza uno per protestare si alzano tutti».
Lite Lotito-Mourinho. Le tensioni del finale di partita si sono trascinate anche negli spogliatoi con un battibecco tra Josè Mourinho e Claudio Lotito. Lo Special One era entrato negli spogliatoi, autorizzato nonostante la squalifica, per parlare con la squadra e uscendo ha incrociato il presidente biancoceleste che stava provando a fare da paciere tra Mancini, Romagnoli e Luis Alberto. «Che ti guardi?», ha detto il portoghese a Lotito. Immediata la risposta del patron biancoceleste: «Che guardi te, io sono il presidente della Lazio. Tu chi sei? Sei anche squalificato, qui non ci potresti stare». Alla discussione si sono aggiunti anche i dirigenti della Roma, tra cui Tiago Pinto, con ulteriori sviluppi che si attenderanno dai referti degli ispettori federali.
Angelo Caradonna