Colpo Juventus: qualificazione in pugno

23 Febbraio 2017

La scossa di Allegri (Bonucci in tribuna) produce gli effetti sperati: i gol dalla panchina (Pjaca e Dani Alves) piegano il Porto

La Juventus si mette in tasca il biglietto di prenotazione dei quarti di Champions: 2-0 al Dragao di Oporto, con l'avversario in dieci per oltre un'ora, per un minuto di follia di Telles, cotto a fuoco lento. Difficile pensare che il Porto possa ribaltare il risultato il 14 marzo a Torino, anche se il precedente stagionale della Roma (1-1 a Oporto, 0-3 all'Olimpico nei preliminari) è un invito alla prudenza e alla scaramanzia. Dopo il palo di Dybala al 46', i gol arrivano nel secondo tempo e li firmano i due cambi decisi da Allegri: Pjaca dopo 5' in campo sblocca con il primo centro personale in Champions, Dani Alves perfeziona l'opera sessanta secondi dopo essere subentrato a Lichtsteiner. La quarta vittoria esterna consecutiva in Champions per i bianconeri, è anche la vittoria personale di Allegri che lascia Bonucci, punito per il diverbio alla fine di Juve-Palermo, a soffrire in tribuna, accanto al vicepresidente Nedved. Il 4-2-3-1 supera a pieni voti anche l'esame europeo. Più di un dubbio, invece, per la scelta di Nuno Espirito Santo: all'espulsione di Telles il tecnico reagisce togliendo l'attaccante di maggior estro, Andrè Silva e lascia il più prevedibile Soares. La svolta è proprio il rosso – sacrosanto – all'ex interista Telles. Il difensore brasiliano con passaporto italiano, mette nei guai il Porto e si gioca probabilmente la possibile futura chiamata del ct Ventura: due brutti falli in un minuto, doppio cartellino giallo e fuori dal Dragao tra gli improperi dei tifosi portoghesi e con la maglietta sulla faccia per l'imbarazzo. Il primo intervento falloso è un piede schiacciato a Cuadrado, il peggiore è quello che viene un minuto dopo: la scivolata scomposta su Lichtsteiner, falciato lungo la linea laterale. Il Porto rimane in dieci dopo neppure mezz'ora e l'allenatore Nuno Santo Espirito sacrifica il talento di Andrè Silva per coprirsi con un altro difensore, il messicano Layun. Cambia la partita: il Porto che avrebbe voluto aggredire la Juventus deve virare su una partita di contenimento, puntando a non prendere gol per giocarsi poi tutto allo Stadium. Ma già prima dell'episodio-chiave era stata la Juve la più minacciosa: al 18' scambio Dybala-Higuain, solo un'insolita esitazione del Pipita consente a Marcano di spazzare. Al 21' Casillas anticipa di piede Mandzukic. Dopo l'espulsione di Telles, la Juve non cede più il possesso della palla: al 34' Khedira anticipa Higuain e di testa manda alto; al 39' una deviazione di Felipe su tiro sporco di Higuain impegna Casillas, che aveva appena superato un piccolo problema muscolare. Dybala esplode un sinistro che si stampa sul palo (46'). Il colpo di testa di Herrera che sovrasta Alex Sandro (3' st) è il primo vero tentativo del Porto, Espirito Santo tenta di ridare verve al Porto mettendo l'attaccante messicano Corona al posto di un centrocampista, Ruben Neves. Higuain vicinissimo al gol al 22', poi i cambi di Allegri e i gol dei neo entrati. La Juve vola, sfiora il 3-0. Avanti verso i quarti di Champions. Sul campo del Dragao adesso può starci anche Bonucci, ma questa volta solo per allenarsi.